Cronaca

Asilo nella palazzina del mercato ortofrutticolo, no dei giudici. Finanziamento in sospeso

Dopo che una prima decisione aveva dato ragione all'Ente, i giudici della sezione feriale hanno confermato la linea rispetto alle rivendicazioni del Comune

Altro stop al ricorso del Comune di Pagani contro il consorzio del Mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani per la realizzazione di un asilo nido: dopo che una prima decisione aveva dato ragione all'Ente, i giudici della sezione feriale hanno confermato la linea rispetto alle rivendicazioni del Comune. Ribadendo, così, il no al progetto di un asilo in una palazzina di pertinenza del Consorzio

Le ragioni

"Pur dovendosi riconoscere che i locali in oggetto sono di proprietà dell'amministrazione comunale - scrivono i giudici nell'ordinanza - deve ritenersi che la domanda di rilascio finalizzata allo scopo di realizzare un asilo nido nella palazzina facente parte dell'area mercatale non sia fondata, considerato che allo stato parte reclamante non risulta legittimata a destinare i locali alla realizzazione dell'asilo nido e che, quindi, le esigenze di celerità collegate alla rendicontazione delle opere per mantenere il finanziamento vengono meno". Sullo sfondo c'è un appalto già aggiudicato per la realizzazione della struttura, ma con carattere provvisorio e "conseguente impossibilità di ravvisare allo stato ipotetiche pretese risarcitorie per lucro cessante da parte della impresa appaltatrice nei confronti del Comune di Pagani". Per i giudici, insomma, l'Ente avrebbe seguito un iter non corretto, con la procedura per la destinazione dei locali viziata in termini tecmici. I decreti dirigenziali della giunta regionale ribadiscono lo status di proprietario al Comune di Pagani riguardo i beni individuati catastalmente, ma richiamano la loro qualifica di beni indisponibili dell'etne pubblico, con il vincolo di destinazione pubblica originaria. 

Il nodo

La giunta comunale avrebbe potuto proporre istanza specifica al consiglio regionale, chiedendo la valutazione del caso. In caso di inutilizzabilità permanente delle opere era possibile la trasformazione patrimoniale, con garanzie da individuare. Un'istanza mai inviata, con la Regione che detiene il diritto di preferenza sull'eventuale utilizzo dei beni per lo svolgimento di attività istituzionali o di interesse pubblico. Sullo sfondo, ora, resta un finanziamento regionale di 100mila euro per la realizzazione della struttura

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