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Pagani, geloso della moglie la picchia poi la chiude in casa: ora rischia il processo

Le prime violenze risalgono al 2018: la condotta sarebbe stata portata avanti fino al momento della denuncia, sporta dalla moglie dell’uomo

Botte, violenze e sequestro di persona per gelosia: sono le accuse per un 41enne di Pagani, che rischia ora il rinvio a giudizio per quanto commesso contro la propria moglie. La donna, stando alle contestazioni dei pm, sarebbe stata fatta oggetto, di giorno in giorno, di offese, aggressioni e pestaggi, portati avanti anche di fronte alle figlie minori. Le prime violenze risalgono al 2018: la condotta sarebbe stata portata avanti fino al momento della denuncia, sporta dalla moglie dell’uomo.

L'indagine

Nell’esposto si leggeva di sistematiche forme di violenza, psichica e fisica, messe in atto dal marito della donna, che sarebbe stata insultata in vari modi. I capelli tirati, i pestaggi, gli schiaffi e i pugni, il lancio d’oggetti: perfino un manico di scopa. E poi le braccia al collo e al volto, i colpi di mazza per picchiarla su gambe e braccia. L’uomo avrebbe perduto le staffe, distruggendo gli oggetti in casa e seminando il terrore nella sua famiglia: in un’occasione avrebbe schiaffeggiata al volto la donna, rompendole il muso e lasciandogli segni evidenti addosso. Un colpo alla spalla violento e una contusione. Il suo comportamento avrebbe reso pesante e intollerabile la convivenza con la donna, divenuta sua vittima: la moglie, in una specifica circostanza, datata marzo 2020, sarebbe stata chiusa dentro casa, con tanto di mandate di chiavi a serrar la porta. Il marito si sarebbe portato dietro perfino le chiavi di riserva, «privando di fatto la donna - come si legge - della sua libertà personale». Di qui il reato di sequestro di persona. La vittima aveva deciso di presentare denuncia ai carabinieri della tenenza di Pagani, presentandosi il 7 marzo scorso a raccontare la sua vicenda. Fino alla restrizione in casa, imposta con la violenza, con l’uomo che avrebbe disposto della moglie tenendola segregata nell’abitazione per punirla. Ora tutto è al vaglio del gup, il giudice dell’udienza preliminare, che sarà chiamato a decidere sulla richiesta di processo presentata dalla procura a carico dell’imputato

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