Pagani: traffico di droga dalla Spagna all'Italia, no dei giudici al permesso premio

Lo ha deciso la Cassazione, confermando il no del tribunale di sorveglianza di Campobasso, individuando con motivazione elementi ancora in atto per collegare la posizione dell'uomo alla criminalità organizzata

Niente permesso premio per L.S. , pregiudicato di Pagani, in carcere per spaccio di droga. Lo ha deciso la Cassazione, confermando il no del tribunale di sorveglianza di Campobasso, che a sua volta aveva esaminato la presunta inesigibilità della collaborazione, individuando con motivazione elementi ancora in atto per collegare la posizione dell'uomo alla criminalità organizzata

Le motivazioni

"Il Riesame ha scrupolosamente e attentamente valutato le vicende processuali e ha assunto la decisione fondandosi su accertamenti contenuti enlla sentenza della Corte di Appello di Salerno. L.S. era stato il promotore di un'associazione stabilmente dedita all'importazione di droga dalla Spagna, ponendola al servizio di quanti avevano necessità di fruirne, segnatamente ad alcune famiglie camorristiche e di un gruppo di romani, non meglio individuato, nonostante gli insistiti riferimenti contenuti nelle intercettazioni telefoniche. La Corte d'Appello ha rilevato che non era possibile escludere l'esistenza di margini inesplorati, essendo rimasti non accertati aspetti tutt'altro che secondari della vicenda, sui quali L.S. avrebbe potuto fornire un significativo contributo, in ragione del ruolo apicale ricoperto nel sodalizio e dell'attività delittuosa svolta, in sinergia e coordinamento con tutti gli altri protagonisti del traffico, ricevendo per questa attività un compenso forfettario dai finanziatori dell'importazione". Motivazione giudicata dalla Cassazione come logica, nè contraddetta dalla tesi difensiva. Quest'ultima, sosteneva che l'uomo non avesse collegamenti con i clan e che tutti gli ex partecipi a quel sodalizio facessero altro. Motivazioni ritenute generiche dalla Suprema Corte, che ha dichiarato il ricorso inammissibile. L.S. era stato condannato, per un'indagine che dimostrò il traffico di camion di hashish spostati dalla Spagna all'Italia. L'uomo fu individuato come corriere, secondo le indagini.

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