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Cronaca Pagani

Uccisa e abbandonata alle spalle del cimitero: prove "schiaccianti" contro il muratore di Vietri

La procura di Nocera chiede il rito immediato per Carmine Ferrante, accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. La richiesta scaturisce dalle prove raccolte dai carabinieri, ritenute utili a ricostruire l'omicidio della prostituta bulgara

Prima l’avrebbe uccisa, poi trascinò il corpo in una strada di campagna in via Leopardi, a Pagani, per abbandonarlo. Per il presunto omicidio della 37enne prostituta bulgara Nikolova Temenuzhka, la Procura di Nocera Inferiore ritiene di avere prove valide per sostenere un processo. Il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti ha infatti chiesto il rito immediato per Carmine Ferrante, il 36enne muratore di Vietri sul Mare, ritenuto il principale sospettato per la morte della donna. Le accuse che gli vengono mosse sono omicidio aggravato e occultamento di cadavere, oltre alla detenzione di arma clandestina e munizioni (un’arma artigianale, dei caricatori e alcune cartucce furono trovate dai carabinieri durante una perquisizione in casa sua). La donna sarebbe stata uccisa nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2016. Il corpo fu ritrovato il 19, dopo sette giorni, con i carabinieri allertati in precedenza dalla denuncia di scomparsa presentata da un'amica della vittima. Ad oggi la procura non è stata in grado di capire le cause della morte: il corpo fu trovato in stato di scheletrizzazione, per la presenza di larve che complicarono il lavoro del medico legale. Il sospetto maggiore è che sia stata strangolata. Quella sera, Ferrante si recò in via Nazionale a Sant’Egidio del Monte Albino, caricando “Nika” a bordo di una Citroen nera, spostandosi poi in una strada appartata di Pagani, alle spalle del cimitero 

Secondo gli inquirenti, prima di far salire la donna in macchina, Ferrante avrebbe effettuato un sopralluogo preliminare lungo la strada, dove poi si appartò con la straniera. Il giorno dopo un’amica, che si prostituiva come lei, segnalò ai carabinieri la sua scomparsa. Il quadro indiziario a carico del muratore di Dragonea è ricco di elementi che la procura ritiene sufficienti per chiederne il rito immediato, senza il vaglio del gip. Due donne, che quella sera erano in compagnia di “Nika”, riconobbero in foto Ferrante. Inoltre, la sua auto fu ripresa dai video di sorveglianza in orari compatibili con la scomparsa della straniera. In quella stessa auto, i carabinieri trovarono alcuni gioielli, degli orecchini, di proprietà della donna. Ulteriori elementi che fecero maturare sospetti sull’uomo furono una serie di contravvenzioni elevate alla sua auto a Cava de’ Tirreni (questo per accertare l’uso della Citroen, sempre nelle sue disponibilità ma intestata ad un’altra persona) e dei precedenti per minacce, nei confronti di alcune prostitute lungo la litoranea di Salerno. Quando fu interrogato, il 36enne disse più volte di non centrare nulla con quella storia.

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