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Domenica, 29 Gennaio 2023
Cronaca Pagani

Condannato a 10 anni per rapina a un commerciante, assolto in appello: gli autori restano ignoti

L'uomo fu giudicato colpevole per aver rapinato, insieme ad un complice rimasto sconosciuto, un imprenditore del mercato ortofrutticolo di Sant'Egidio del Monte Albino. Era il 30 dicembre 2019

E' stato assolto in appello, a dispetto di una condanna in primo grado a 10 anni, M.C. , 39enne di Nocera Inferiore, dall'accusa di rapina aggravata. L'uomo fu giudicato colpevole per aver rapinato, insieme ad un complice rimasto sconosciuto, un imprenditore del mercato ortofrutticolo di Sant'Egidio del Monte Albino. Era il 30 dicembre 2019. 

La storia

L'uomo era finito in manette, dopo le indagini, con emissione di una misura di custodia cautelare in carcere da parte del gip e il lavoro di accertamento svolto dai carabinieri, con imputazione di rapina aggravata in concorso con un complice rimasto ignoto. Il lavoro di accertamento aveva confermato un evidente quadro probatorio raccolto dai carabinieri della tenenza, con la contestazione nei suoi riguardi che escludeva la detenzione di arma da fuoco, pur presente nell’esecuzione del reato secondo le ricostruzioni. Il blitz avvenne con una mazza da baseball e la minaccia di una pistola, secondo gli atti e le verifiche degli investigatori, con botte e intimidazioni, in un garage lungo via Carlo Tramontano a Pagani, sulla soglia del box di proprietà di un imprenditore del settore ortofrutticolo del Mercato di Sant’Egidio del Monte Albino. La vittima, secondo le informative poi sottoposte a verifica processuale, fu pedinata in attesa del momento buono per l’agguato, con il bottino di 14mila euro e la fuga guadagnata dopo aver chiuso il malcapitato all’interno del garage. Secondo le ricostruzioni portate a termine dai militari, concentrati sulle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, l’uomo eseguì l’agguato in sella ad uno scooter nel dicembre 2019, a volto coperto, compiendo la scorribanda dopo aver raccolto le informazioni utili sulla presenza di denaro. L’incasso fu portato via rapidamente, con la fuga segnata da tracce sufficienti ad avviare un’azione investigativa: dopo alcune settimane dai fatti l'imputato fu identificato e arrestato con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. La vittima, in possesso della cospicua somma di denaro in contanti, venne seguita fino al momento in cui arrivò al suo garage, dove scattò l’aggressione. I militari coordinati dalla Procura nocerina, raccolsero tutti gli elementi utili, risalendo al nome e al volto di uno dei due partecipanti. L'appello ha invece raccontato un'altra verità, in attesa delle motivazioni, con la difesa che ha contestato tutti gli elementi della sentenza di primo grado: dall'identificazione fino alla comparazione di quanto nelle proprietà dell'uomo, come un casco. 

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