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Rapina ad un commerciante, ecco come è stata incastrata la banda di Pagani

Grazie alle immagini video, incrociate con testimonianze e riconoscimenti effettuati dai carabinieri, insieme alla denuncia della vittima, la procura ha potuto comporre il quadro accusatorio. Uno dei quattro tradito dalla voce

«Non c’entro, ho solo preso un passaggio da un amico»: così si è difeso A.P. , finito ai domiciliari con l’accusa di aver partecipato alla rapina a mano armata nei confronti di un commerciante del mercato ortofrutticolo di Pagani.

Gli interrogatori

L’uomo è stato il solo a difendersi e a rispondere alle domande del gip Leda Rossetti. Gli altri coinvolti, C.I. , ritenuto il palo, S.A. , per gli inquirenti contiguo al clan Fezza-Petrosino, e A.F. hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. A.F. è accusato anche di un tentativo di rapina, compiuto da solo, nei confronti di una panetteria lungo la statale 18. La rapina consumata ai danni del commerciante invece risale allo scorso 15 ottobre, quando la vittima fu seguita e pedinata da C.I. lungo Corso Ettore Padovano. Poi ad entrare in azione erano stati in due, lungo la svolta di via Trotta, a lato della villa comunale. Prima di depositare l’incasso del weekend precedente, il commerciante, intorno alle 12, era stato bloccato e obbligato a consegnare 15mila euro in contanti con una pistola puntata al volto.

L'identificazione della banda

Grazie alle immagini video, incrociate con testimonianze e riconoscimenti effettuati dai carabinieri, insieme alla denuncia della vittima, la procura ha potuto comporre il quadro accusatorio. I primi due sarebbero piombati in strada in sella ad uno scooter T-max, con un terzo nel ruolo di palo, per seguire gli spostamenti del titolare di uno stand presso il mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani. A.F. è invece la persona che avrebbe fornito lo scooter. L’inchiesta della procura ha condotto anche al sequestro di una mazzetta di soldi avvolta in un elastico, un portadocumenti con intestazione del mercato ortofrutticolo, un telecomando per azionare lo scooter e alcune somme di denaro in tagli precisi non giustificabili, legati da una fascetta. Poi c'è stato il riconoscimento dei tratti somatici fatta dalla vittima, in particolare per S.A. , incrociato nella caserma dei carabinieri, poche ore dopo la denuncia, insieme a quanto registrato poi in videosorveglianza. L'uomo avrebbe riconosciuto la voce che, quel giorno, lo aveva obbligato con la forza a consegnare i soldi. Infine, sono stati incrociati i contatti telefonici continui tra gli indagati nei momenti prima e dopo il colpo, con incontri precedenti e successivi in altre zone della città. A.F. è accusato anche della tentata rapina con un oggetto metallico a punta al panificio in via De Gasperi, colpo fallito per la reazione della commessa e della titolare, in orario notturno, lo stesso giorno, 15 ottobre scorso. 

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