Pagani, rissa e accoltellamento per un tatuaggio, scarcerato uno degli aggressori

Con il ragazzo, ora ai domiciliari, c'era anche il fratello V. , rimasto in carcere dopo il rigetto dell'analoga istanza di sostituzione di misura da parte del Tribunale del Riesame di Salerno

È stato scarcerato e rimesso agli arresti domiciliari G.C. , accusato di tentato omicidio per l'agguato contro un ragazzo di Pagani, seguito di una rissa precedente che aveva coinvolto diversi giovani in strada. Con lui c'era anche il fratello V. , rimasto in carcere dopo il rigetto dell'analoga istanza di sostituzione di misura da parte del Tribunale del Riesame di Salerno.

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I fatti

Il motivo è riconducibile al fatto che la notte dei fatti, V.C. aveva violato già una misura, quella del divieto di dimora a Pagani alla quale era sottoposto. Entrambi restano accusati di tentato omicidio. Secondo le indagini dei carabinieri della tenenza di Pagani, uno dei due fratelli, prima dell'accoltellamento, sarebbe stato accerchiato e aggredito. Poi sarebbe stata consumata la vendetta. La vittima sarebbe stata colpita cinque volte alle gambe. I due fratelli - così come contenuto nell'informativa dei carabinieri - si erano scattati anche un selfie, dopo i fatti, con tanto di scritta "Ricercati". L'episodio risale all'inizio di novembre, quando i due furono arrestati a seguito di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Nocera Inferiore. Stando al ragionamento del gip, i due indagati non volevano uccidere il loro coetaneo, ma vendicarsi per la rissa avvenuta poco prima. Il giovane accoltellato era stato ripreso nei momenti dell'agguato dalle telecamere di sorveglianza della zona, poi trasportato in codice rosso al Cardarelli di Napoli, con trenta giorni di prognosi. Dietro la prima rissa pare ci fosse un tatuaggio non pagato. 

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