I retroscena sul "sistema" di spaccio a Pagani: in strada anche dopo l'arresto

Oltre centoventi casi di cessione di droga accertati, dai quali i carabinieri hanno poi raccolto ulteriori elementi per incastrare i pusher

Ai magistrati non si risponde, mentre una condanna non ti evita di tornare a spacciare. C'è questo e altro nella maxi inchiesta condotta dalla Procura di Nocera Inferiore sul nuovo "sistema" di spaccio a Pagani, sgominato giorni fa, con quindici ordinanze di custodia cautelare, tra carcere, domiciliari e divieti di dimora. Solo chi era messo alle spalle al muro, incastrato da riscontri e altro, confermava la presenza di un sistema consolidato nella città dove la Dda di Salerno, tempo fa, esiste la piazza di spaccio più grande di tutta la Provincia di Salerno

Le curiosità dell'indagine

Oltre centoventi casi di cessione di droga accertati, dai quali i carabinieri hanno poi raccolto ulteriori elementi per incastrare i pusher. Nonostante l'omertà assoluta di cittadini e residenti, combattuti tra paura e indifferenza, a non fornire un contributo, anche minimo, alle forze dell'ordine. Un "sistema" che contrastava un altro sistema, quello legale dello Stato, come si evince dall'attività condotta dai carabinieri della tenenza di Pagani. Ma non sempre, come il 21 agosto scorso, ad esempio, quando tre degli indagati si accordano per uno scambio con uno dei tanti assuntori. Uno dei tre riceve il denaro e si avvia verso un vicolo per prendere la dose di cocaina, per poi consegnarla. Quando l'assuntore viene fermato dai carabinieri, riferisce tutto: mostra la dose e fa i nomi dei tre pusher. Questo accadeva in viale Trieste, trasformata in una piccola Scampia, ma riferimento assoluto per tutta la provincia salernitana

A spacciare anche dopo la scarcerazione

Il 20 agosto un altro degli imputati viene arrestato perchè trovato in possesso di 100 dosi di cocaina. Dopo il processo per direttissima al tribunale di Nocera Inferiore, l'uomo sarà liberato e sottoposto al divieto di dimora a Pagani. Un'ora dopo, però, i carabinieri annotano che lo stesso non si è mai allontanato dalla città, tornando a fare la vedetta per il "sistema". Ognuna di loro guadagnava anche 50 euro al giorno, che aumentava nei periodi di maggiore affluenza degli acquirenti, specie nei week end. Qualcuno - secondo la procura - raccoglieva anche 2000 euro in un mese.    
 

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