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Vestiti falsi importati dall'estero e rivenduti: in 6 rischiano il processo

Ai vertici del giro fu individuato un 42enne di Pagani. Ad affiancarlo compaiono personaggi del casertano, un uomo originario della Turchia ritenuto esponente di riferimento per il traffico incriminato ed alcuni nocerini

Vestiti contraffatti acquistati all'estero, poi venduti in Italia: in 6 rischiano il processo dopo un'indagine della Procura di Napoli, nei riguardi di soggetti - in parte resideneti tra Pagani e Nocera Inferiore - accusati di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti, frode nell’esercizio del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione.

L'indagine

Ai vertici del giro fu individuato un 42enne di Pagani. Ad affiancarlo compaiono personaggi del casertano, un uomo originario della Turchia ritenuto esponente di riferimento per il traffico incriminato ed alcuni nocerini. Il lavoro d’indagine delle fiamme gialle aveva raccolto sufficienti elementi per individuare un gruppo organizzato capace, a vario titolo e con vari ruoli, di lavorare come un’articolata organizzazione criminale, con incarichi determinati, in grado di contare su canali di approvvigionamento anche stranieri, in particolare verso Turchia e Cina, con una fitta rete distributiva sia fisica che on-line a disposizione, nelle province di Napoli, Bologna, Caserta, Salerno e Roma, dove si muovevano i vari referenti in grado di movimentare il mercato. La merce, riprodotta con delle caratteristiche formali nei dettagli che li rendevano quasi identici agli originali, al punto da renderli pressoché indistinguibili, venivano commercializzati in negozi e outlet multi brand, con una tecnica in grado di rendere difficile il riconoscimento. Come da direttive e raccomandazioni disposte dai vertici del sistema illecito, i prodotti fasulli venivano mescolati ad arte con articoli genuini negli stock e nelle vetrine, fino alla fase di rivendita, per completare il sistema illecito, sia nei negozi fisici che per le rivendite on-line, truffando in tal modo gli ignari consumatori sia in Italia che all’estero. Per i 6 è atteso ora il vaglio del gip, prima della fissazione del dibattimento.

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