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Pagani, violenza di gruppo: i due giovani escono dal carcere e vanno ai domiciliari

Il tribunale ha accolto l'istanza della difesa di sostituzione della misura cautelare. Erano in carcere da quasi un anno. Il prossimo febbraio la sentenza nei confronti di G. B. e A. S.

Vanno agli arresti domiciliari G. B. e A. S., i due giovani ventenni di Pagani, imputati al tribunale di Nocera Inferiore con l'accusa di lesioni, stupro e sequestro di persona a danno di una ragazzina di 16 anni. Dopo oltre un anno di carcere (i fatti risalgono al febbraio scorso) il tribunale di Nocera Inferiore, prima sezione penale, ha sostituito la misura cautelare dietro richiesta dell'avvocato difensore Giuseppe Della Monica. I due sono fuori dalla Provincia di Salerno, in attesa della sentenza che il collegio giudicante pronuncerà il prossimo 14 febbraio. I due saranno giudicati con rito abbreviato condizionato a due perizie disposte dal tribunale. Un ginecologo ed un perito informatico esporranno la dinamica dei fatti: se il medico ricostruirà nuovamente le origini delle lesioni dall'analisi della cartella clinica della vittima, il secondo analizzerà i contatti telefonici sulle utenze dei due giovani e della ragazza, fornendo maggiori dettagli su quanto avvenne prima e dopo l’episodio. I fatti risalgono alla notte del 13 febbraio, con un primo step consumato all’esterno di una cornetteria, dove la vittima - una ragazza di 16 anni - usciva per rincasare. La giovane conosceva uno dei giovani. Il loro approccio - stando alle indagini e ad un incidente probatorio chiesto dalla procura - fu diretto. I due ventenni l’avrebbero prima bloccata per le braccia, con l’intento di farla salire in auto. Poi l’avrebbero sbattuta contro una saracinesca, vanificando i tentativi di fuga della vittima. 

Una volta in macchina, si spostarono in un parcheggio in via Mangiaverri, adiacente alla scuola media "Criscuolo". Durante il tragitto, la ragazza riferì in denuncia di aver chiesto soccorso a due persone, in due momenti diversi, senza ottenere alcun aiuto. Gli imputati avrebbero tuttavia obbligato la giovane a bere dell’alcol, per poi costringerla a consumare un rapporto sessuale con entrambi. Al termine, l’avrebbero accompagnata a casa. La minore, rientrando, si sarebbe poi sentita male per essere soccorsa dalla madre, in ospedale. Fu proprio dal pronto soccorso che partì la segnalazione ai carabinieri, che verbalizzarono la denuncia della giovane dopo alcuni tentennamenti iniziali. I due ventenni furono controllati una prima volta per poi essere lasciati andare. Tra gli elementi che spinsero gip e Riesame a confermare per entrambi il carcere, un video di sorveglianza che riprese i due usare la forza per trascinare la vittima in auto, poi l’incidente probatorio che la minore rese in aula, a distanza dai fatti. Gli elementi portati dalla difesa riferirono di una frequentazione che la vittima avrebbe avuto con uno dei due imputati, insieme a varie e presunte contraddizioni emerse nel passato, nel rapporto con uno dei due, fino alla sera della denuncia.

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