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Molestie a due allieve: il racconto choc in aula contro un insegnante di musica

Il processo vede imputato un uomo di 62 anni: ieri la doppia testimonianza della madre e di una ragazzina di 12 anni, insieme ad una coetanea, vittima nel processo. Confermate le accuse contro l'uomo, accusato di violenza sessuale non consumata

Maestro di musica popolare sotto processo per violenza sessuale, non consumata, verso due sue allieve: in aula, una delle minori conferma le accuse nei suoi confronti. Un’udienza intensa, quella celebrata ieri mattina al tribunale di Nocera Inferiore, con un uomo di 62 anni accusato di aver indotto o compiuto atti sessuali verso due ragazze minorenni, sue allieve, di 11 e 12 anni. Nell’udienza di ieri, il collegio del presidente Francesco Paolo Rossetti ha registrato due testimonianze chiave, quella della madre della vittima e della figlia, di 12 anni. Ai giudici, il genitore ha spiegato che non appena prese contezza del contenuto dei messaggi contenuti sul telefonino della figlia - inviati dall’uomo - si recò dai carabinieri per sporgere denuncia. Non prima di aver ascoltato la stessa figlia e letto il suo diario, dalla cui lettura si percepì che la stessa fosse stata plagiata dal suo insegnante. In alcuni passaggi, la minore avrebbe scritto di amarlo e che lo stesso, non doveva essere geloso di un altro maestro di danza, considerato dalla minore solo un amico. Il racconto di quest’ultima, invece, è andato avanti tra conferme e momenti di forte emotività, con il racconto di approcci quasi sempre verbali.

E solo in un’occasione in forma diretta, quando l’uomo avrebbe tentato di baciarla sulle labbra mentre si salutavano, senza riuscirci. L’altra ragazzina, anch’ella parte offesa, sarebbe stata invece sfiorata  con una mano infilata al di sotto della maglietta. Quegli atteggiamenti, ora racchiusi in un’accusa formale di violenza sessuale, risalirebbero all’agosto 2016. Per la procura, l’insegnante avrebbe abusato del suo ruolo, oltre che del rapporto di quotidiana frequentazione con le due allieve, inducendo entrambe a subire atti sessuali. Senza mai riuscirci. Agli atti dell’accusa diversi messaggi scambiati tra le vittime presunte e il 62enne attraverso il social "What’s App". L’uomo fu arrestato e sottoposto ai domiciliari dopo la denuncia, con il gip che parlò di «intensa e sistematica attività di subdola persuasione e di pressione psicologica». Sul contenuto dei messaggi, invece, circoscrisse il tutto a «richieste di incontri a sfondo sessuale e apprezzamenti diretti ad ottenere il consenso di quelle azioni». Il processo si è aggiornato al 30 giugno, con l’audizione dell’altra minore e i restanti testi della procura.

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