Cronaca

Papa Francesco e la nomina di 16 nuovi cardinali

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Le nuove berrette cardinalizie saranno attribuite dal Pontefice il prossimo 22 febbraio, quando avrà luogo il suo secondo Concistoro.
Saranno sedici le nuove berrette cardinalizie che Papa Francesco attribuirà il prossimo 22 febbraio, quando avrà luogo il suo secondo Concistoro. L'annuncio lo ha dato lui stesso ieri, prima della preghiera dell'Angelus da piazza San Pietro «Il 20 e 21 febbraio terrò un Concistoro con tutti i cardinali sulla famiglia». «Il 22 febbraio - ha aggiunto - avrò la gioia di tenere un Concistoro durante il quale nominerò 16 nuovi cardinali da 12 nazioni».
Tra i nuovi porporati vi è, come era previsto, la sua quadra di Curia. In primo luogo il segretario di Stato, monsignor Pietro Parolin, quindi monsignor Lorenzo Baldisseri, il segretario generale del Sinodo dei vescovi, strumento di collegialità nel governo della Chiesa destinato ad avere sempre più peso sotto il pontificato di Papa Francesco e monsignor Beniamino Stella, il «diplomatico» che Bergoglio ha voluto a capo della Congregazione per il Clero. La quarta porpora «curiale» è andata al prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, monsignor Gerhard Ludwig Muller, in attesa da tempo.
Il Papa «argentino» continua sulla linea del «riequilibrio» delle aree seguita dal suo predecessore Benedetto XVI: dei sedici nuovi cardinali nove vengono da Asia, Africa ed America latina, gli altri dall'Europa e dal nord America.
L'unica porpora conferita ad un italiano non monsignore di Curia, è andata all'arcivescovo di Perugia- Città della Pieve Gualtiero Bassetti, diocesi «residenziale» non considerata «cardinalizia». Il neo porporato che è anche vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, è molto stimato da Papa Francesco che recentemente lo ha nominato membro della importante Congregazione dei vescovi, al posto dell'arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco. Restano, invece, esclusi dalla lista dei porporati i due arcivescovi di città tradizionalmente cardinalizie: Francesco Moraglia di Venezia e Cesare Nosiglia di Torino.
L'altro «neo cardinali» europeo è l'inglese monsignor Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster (Gran Bretagna). Gli altri sono espressione degli altri quattro continenti. Dall'Africa abbiamo monsignor Jean-Pierre Kutwa, arcivescovo di Abidjan (Costa d'Avorio) e monsignor Philippe Nakellentuba Ouedraogo, arcivescovo di Ouagadougou (Burkina Faso). Dall'Asia, monsignor Andrew Yeom Soo jung, arcivescovo di Seoul (Corea del Sud) e monsignor Orlando B. Quevedo, arcivescovo di Cotabato (Filippine). È numeroso il gruppo degli americani. Vi è l'arcivescovo di Managua (Nicaragua), monsignor Leopoldo Josè Brenes Solorzano, arcivescovo di Managua (Nicaragua), quindi alcune nomine attese: quella di monsignor Orani Joao Tempesta, che da arcivescovo di Rio de Janeiro (Brasile) ha gestito l'ultima edizione della Gmg, quella del successore di Bergoglio alla guida dell'arcidiocesi di Buenos Aires, monsignor Mario Aurelio Poli e di monsignor Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Santiago del Cile (Cile). Mentre unico nuovo cardinale del Nord America sarà monsignor Gerald Cyprien Lacroix, arcivescovo di Quebec (Canada). Meno attesa è giunta la berretta cardinalizia per monsignor Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes (Haiti).
«La scelta di cardinali del Burkina Faso e di Haiti indica l'attenzione di Papa Francesco per i popoli provati dalla povertà» è stato il commento del direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi. L'altra novità che ha sottolineato Lombardi è stata la scelta del pontefice di nominare cardinali «presuli residenziali anche da Sedi non tradizionalmente cardinalizie, ad esempio Perugia in Italia e Cotabato nell'Isola di Mindanao nelle Filippine».
A questi cardinali «elettori», perché con meno di 80 anni, Bergoglio ha aggiunto anche tre porporati «ultraottantenni», che sarebbero cioè esclusi dal Conclave. La ragione la spiega lo stesso pontefice: «Si sono distinti per il loro servizio alla Santa Sede e alla Chiesa». Tra questi vi è monsignor Loris Francesco Capovilla, lo storico segretario personale di Giovanni XXIII già arcivescovo prelato di Loreto. Lo sottolinea padre Lombardi: «Fra i cardinali non elettori si nota la figura di monsignor Capovilla, Segretario di Papa Giovanni XXIII, che sarà canonizzato fra breve tempo nel 50esimo del Concilio Vaticano II». «Capovilla - ha aggiunto - è anche il più anziano tra i nuovi porporati avendo già 98 anni». Gli altri due «emeriti» sono monsignor Fernando Sebastian Aguilar arcivescovo emerito di Pamplona e di monsignor Kelvin Edward Felix, arcivescovo emerito di Castries.
Dal Cav. Attilio De Lisa di Sanza (Sa) della Diocesi di Teggiano-Policastro vicino alla Parola del Signore e della Chiesa Cattolica.

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