Sottrasse 500 mila euro ai suoi correntisti: condannata la direttrice delle Poste

Due anni e sei mesi per l'ex responsabile delle tre sedi di Poste Italiane nei Picentini. Applicata anche la pena accessoria della confisca della quota di proprietà di un appartamento a lei intestato

E’ stata condannata a due anni e sei mesi la direttrice delle sedi di Giffoni Sei Casali,  Montecorvino Pugliano e Prepezzano di Poste Italiane, accusata di essersi appropriata di 500 mila euro di alcuni correntisti (peculato). Questa, infatti, è la pena, col rito abbreviato, stabilita dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Salerno Piero Indinnimeo nei confronti della dipendente “infedele”, V.R, 50 anni, residente a Salerno. Non solo. Ma il gup ha anche applicato la pena accessoria della confisca della quota di proprietà di un appartamento a lei intestato.  

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Le indagini

La donna, difesa dagli avvocati Emiliano e Massimo Torre, non è mai stata arrestata perché, dopo le prime denunce sporte da diversi clienti degli uffici postali, si è recata, con i suoi avvocati, presso gli uffici della Procura per ammettere le sue responsabilità. L'ex direttrice - secondo la Procura - si è impossessata di oltre 45mila euro in contanti, prelevati dalle casse degli uffici postali e anche di mezzo milione di euro dai libretti di deposito di oltre 30 correntisti, attraverso operazioni telematiche. Non avendo trovato in casa soldi nè beni mobili di valore equivalente, i carabinieri hanno proceduto con il sequestro della quota per equivalente della sua abitazione. Un fattivo contributo alle indagini è stato fornito anche dall'Ufficio Fraud Management delle Poste Italiane spa, sede di Salerno, che ha consentito di ricostruire in maniera dettagliata la condotta della propria dipendente. A far partire l’inchiesta, curata dai carabinieri della Compagnia di Battipaglia, furono alcuni correntisti che riscontrarono ammanchi sui loro conti e operazioni sconosciute.

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