Pedopornografia on line, arresti a Salerno e in tutta Italia

Sequestrati oltre 5 milioni di file immagini e video: il tutto è partito da una giovane che, convinta di scaricare musica, ha scoperto di aver scaricato immagini pedopornografiche

Immagine di repertorio

Maxi operazione contro la pedopornografia messa in atto a Salerno e in varie regioni d'Italia: la polizia postale ha smantellato un'organizzazione di persone insospettabili dedita alla divulgazione di materiale pedopornografico. Dieci le ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose le perquisizioni effettuate dalla polizia postale su diposizione del giudice per le indagini del tribunale di Salerno Renata Sessa, su richiesta del pubblico ministero della procura della Repubblica Francesca Fittipaldi.

Secondo quanto si è appreso l'archivio scoperto dagli inquirenti conterrebbe oltre 5 milioni di file immagini e video. I file erano utilizzati, secondo quanto accertato dagli investigatori, da una associazione a delinquere che operava sul "Deep web" sfruttando l'anonimato garantito da questa sottorete. Secondo quanto si è appreso tra i milioni di immagini e video, scoperti dalla polizia postale della Campania, vi sarebbero anche filmati e foto di neonati sottoposti a violenze sessuali e torture. Gli investigatori non escludono che in alcuni casi possano aver portato anche alla morte di piccole vittime.

Le immagini e i video pedopornografici del database erano suddivisi per categorie: quelli più crudi erano classificati come soft, hard, hurt e death. Addirittura - come riferisce in una nota la procura della Repubblica di Salerno - una donna siciliana, tra gli indagati, si era fatta fotografare vestita da suora mentre violentava il figlio di otto anni. Il materiale individuato è ritenuto uno dei più cospicui sinora scoperti. I reati ipotizzati sono di associazioni a delinquere e divulgazione di materiale pedopornografico. Arresti e perquisizioni sono in corso in Campania, Lazio, Piemonte, Liguria, Umbria, Lombardia e Veneto: il tutto è partito dalla segnalazione agli investigatori da parte di un utente privato.

Una ragazza, secondo quanto si è appreso, aveva scaricato dalla rete file musicali di Edith Piaf ma, al momento di aprirli, aveva scoperto che si trattava in realtà di immagini pedopornografiche. Da qui la segnalazione alla polizia e l'epilogo con gli arresti di oggi: delle dieci misure cautelari eseguite stamani, due sono in carcere per persone residenti in Lombardia e in Umbria; sei ai domiciliari (in Lazio, Piemonte, Veneto e Campania), e due per obbligo di dimora (Liguria). Le perquisizioni hanno riguardato i dieci indagati.

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