Pellare (SA): Una strada per mantenere viva la memoria del maestro Oris Valletta, “Musicista e compositore”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Nel cuore del centro storico di Pellare di Moio della Civitella (SA), idealmente tornano a riecheggiare le note del maestro Oris Valletta. Questo grazie alla toccante cerimonia di intitolazione – lo scorso 22 dicembre – di una via cittadina (la preesistente “Via Santa Caterina”) al maestro e compositore pellarese. Tra i presenti alla cerimonia, oltre al sindaco Enrico Gnarra e al parroco di Pellare, don Angelo Imbriaco: Annunziata Stifano, vedova del professore Valletta; i figli Tony, Walter, Fanny e rispettivi coniugi; i nipoti e gli attuali componenti della “Schola Cantorum – Oris Valletta”. Una vita spesa per la musica, ma non solo. Infatti, come ha puntualizzato il sindaco Gnarra nel suo discorso in cui ha ripercorso le tappe salienti della vita professionale del maestro: «Oris Valletta, professore di musica e compositore, nasce a Moio della Civitella nella frazione di Pellare il 18 maggio 1920 da Antonio e Filomena Stifano e quivi muore l’8 gennaio 2005. Sin da ragazzo scopre l’amore per la musica, partecipando all’età di sette anni alle prove della banda musicale diretta dal maestro Elia Guarino. Dopo aver frequentato le prime classi del Ginnasio a Vallo della Lucania, successivamente prosegue gli studi all’istituto Saveriani di Grumone, in provincia di Cremona dove si dà ampio spazio al canto corale e popolare. Passato a Parma per gli studi liceali inizia a studiare pianoforte e armonium». Prosegue ancora il Primo cittadino di Moio della Civitella: «Conclusa la guerra riprende gli studi di pianoforte e composizione, diplomandosi al conservatorio di Spietro a Maiella. Diviene dirigente dell’Azione Cattolica Maschile, nel 1946 prende la direzione della Banda di Pellare. Emigrato in Venezuela nel 1952, fonda un orchestra di giovani musicisti e due cori polifonici nelle due scuole dove aveva accettato l’incarico di insegnante di musica. Nel 1961 torna in Italia con la sua famiglia e inizia ad insegnare nelle scuole del Cilento. Ha composto molte opere edite su riviste specializzate, molte altre ancora inedite. Ha “creato” e diretto per oltre quarant’anni la “Schola Cantorum” di Pellare, le cui origini dono datate già agli inizi degli anni ’40. Numerose generazioni si sono succedute nel coro, allietando parte delle celebrazioni della Parrocchia con entusiasmo e dedizione». Dopo lo svelamento della targa “Via Oris Valletta – Musicista e compositore”, ad opera del sindaco Gnarra e di Annuniziata Stifano, don Angelo Imbriaco ha concluso la cerimonia aggiungendo: «Il professore Oris Valletta, uomo buono e mite, ha lasciato una traccia profonda e significativa nella storia del nostro paese. La sua passione per la musica sacra e la liturgia; le musiche composte per diversi momenti liturgici; la costituzione e la cura amorevole e sapiente della corale parrocchiale costituiscono un patrimonio ricchissimo e inestimabile. La strada intitolata al professore Oris Valletta servirà a non scalfirne la memoria». Scelta della strada non casuale, trattandosi di quella che conduce alla residenza storica della famiglia Valletta. Luogo in cui, per decenni, il tempo è stato scandito dal battere e levare di un metronomo sotteso alla musica e al canto della «Schola Cantorum» di Pellare. Non un semplice atto dovuto da parte dell’Amministrazione comunale, ma un gesto sentito e condiviso dalla comunità pellarese. Perché, se come ha scritto Marco Tullio Cicerone (“Filippiche” parte 09; 10): «Vita enim mortuorum in memoria est posita vivorum.»; ovvero che «la vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi», spetta a quest’ultimi – con atti tangibili – rendere indelebile nel tempo la memoria e l’esempio di chi ha dato lustro al proprio paese . «Dove le parole finiscono, inizia la musica.», Heinrich Heine Rosy Merola

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