Morte di Alessandro Farina, cambiano 4 pm: l'amarezza di Francesco Morra

Il sindaco e zio del piccolo su Facebook: "Siamo davanti a quello che è un classico caso di rimpallo e di rinvii, che ad oltre 13 mesi portano me e la mia famiglia a stare ancora così appesi senza sapere, senza poter conoscere la verità"

Alessandro Farina

Slittano ancora i tempi per accertare le responsabilità sulla morte di Alessandro Farina, il ragazzino di 13 anni di Pellezzano, deceduto il 27 dicembre del 2017 all’ospedale di Salerno.

Il cambio dei pm

Secondo i consulenti della Procura di Salerno nessun medico, che lo ebbe in cura, si è reso conto di una chetoacidosi diabetica che gli avrebbe tolto la vita. Dopo quasi tredici mesi di indagini - riporta La Città -  gli atti del procedimento penale passano di mano per la quarta volta e arrivano sulla scrivania di un nuovo magistrato, che dovrà riesaminarne i dettagli e valutare se iscrivere nel registro degli indagati il nome di un altro medico oltre ai sette già finiti sotto inchiesta subito dopo la morte. È proprio la necessità di verificare questa nuova posizione che ha imposto il passaggio di consegne e il conseguente allungamento dei tempi.

Il sindaco Francesco Morra: “

Dove nessuno si accorse di una chetoacidosi diabetica, che secondo i consulenti della Procura della Repubblica sarebbe stata la causa di una tragedia che, forse, si poteva evitare" . Queste parole dovrebbero bastare a far capire cosa la mia famiglia ha dovuto subire, ed invece no, invece siamo davanti a quello che è un classico caso di rimpallo e di rinvii, che ad oltre 13 mesi portano me e la mia famiglia a stare ancora così appesi senza sapere, senza poter conoscere la verità, senza poter dare a mio nipote Alessandro il rispetto che merita la morte assurda di un ragazzo di 13 anni. Siamo sconcertati ed increduli, e oramai la nostra pazienza ha superato ogni limite. Confidiamo nell'operato di Federico Conte, nostro legale di fiducia, affinché anche attraverso una istanza al Procuratore Capo della Repubblica, possa mettere quanto prima la parola fine ad un susseguirsi di eventi, che vanno avanti da quel tragico 27 dicembre 2017. Inquirenti tutti incompatibili...da persona impegnato nelle istituzioni e che vivo questo dramma sulla mia pelle sono profondamente amareggiato per la presa coscienza di un sistema di ingiustizie che provengono da una pessima sanità e da un apparato giudiziario che ahimè non funziona” .

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