Cronaca

Petrolio vallo di Diano, il caso in commissione ambiente alla regione

Nel corso dell'audizione i sindaci degli otto comuni interessati dall'ipotesi di trivellazioni hanno confermato il loro "no" a sondaggi petroliferi nel territorio del vallo di Diano

Si è riunita nella giornata di ieri la commissione regionale "Ambiente, energia e protezione civile". I lavori della commissione presieduta dal consigliere Luca Colasanto si sono concentrati, tra le altre cose, sulla questione delle trivellazioni petrolifere nell'area di Monte Cavallo, ricadente sotto la giurisdizione di otto comuni del vallo di Diano. Proprio dai sindaci di Atena Lucana, Padula, Sassano, Sala Consilina, Teggiano, Sant'Arsenio, Montesano sulla Marcellana, Polla, dal presidente della comunità montana vallo di Diano, dal vice presidente del Parco Nazionale del Cilento e Diano è arrivato un secco "no" all'ipotesi di sondaggi petroliferi nel territorio, così come richiesto dalla Shell Italia.

Presenti all'audizione i consiglieri regionali Luigi Cobellis, Giovanni Fortunato, Gennaro Mucciolo e Donato Pica che hanno dato forza alle istanze dei sindaci proponendo, in accordo con il presidente Colasanto, un ordine del giorno da approvare in consiglio "per scongiurare qualsiasi tentativo di scempio di questi territori". Contestualmente si è deciso di procedere ad una verifica tecnica per predisporre una proposta di legge in grado di assicurare una tutela istituzionale, anche al fine di definire l'azione del governo regionale in questo specifico settore.

"L'indirizzo politico da adottare per questi territori è stato già adottato, anche in condivisione con la regione Campania", hanno sottolineato i sindaci. "Tornare indietro - hanno aggiunto - significherebbe distruggere tutto il lavoro sinora fatto". Il presidente Colasanto ha invitato gli amministratori a "non abbassare la guardia, in virtù anche della presenza nel nostro ordinamento di un diritto costituzionalmente protetto quale quello sancito dall'articolo 9 della Costituzione sulla tutela del paesaggio". "Non bisogna dare spazio alle lobby - ha concluso Colasanto - come è avvenuto tra l'atro per altre tecnologie; bisogna utilizzare le istituzioni per rafforzare ad oltranza i sistemi di difesa dell'ambiente".
 

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