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Piano periferie e ridimensionamento, parla il sindaco Napoli: "Sono avvilito"

Lo slittamento al 2020 del Piano periferie previo emendamento 13.2 approvato dall'Aula del Senato in sede di conversione del Milleproroghe, "provochebbe effetti disastrosi nel bilancio e costringerebbe a rivedere tutto"

Sindaci in rivolta e Salerno non fa eccezione: lo slittamento al 2020 del Piano per le periferie (finanziato per 2,1 miliardi di euro con 120 convenzioni tra marzo e dicembre 2017), previo emendamento 13.2 approvato dall'Aula del Senato in sede di conversione del Milleproroghe, "provochebbe - parole del primo cittadino Enzo Napoli - effetti disastrosi nel bilancio e ci costringerebbe a rivedere tutto".

La reazione

"Ancora devo leggere il Decreto - ha detto il sindaco dI Salerno a margine dell'incontro sul programma di sanificazione cittadina -. Se confermata, si tratta di scelta sciagurata del Governo. Il piano delle periferie aveva un significato perché riammagliava gli ambiti urbani in una logica di città diffusa, intervendo con intelligenza su alcuni luoghi si sofferenza urbana ai quali veniva restituita la dignità di città. 
Questa scelta è incomprensibile. Mi auguro che Salerno non sia coinvolta e che non rientri in questo ridimensionamento. La nostra città era stata tra le prime città a beneficiare dei finanziamento, perché ci eravamo mossi con largo anticipo presentando subito i progetti. Abbiamo espletato le gare, siamo pronti ad aggiudicare le opere, abbiamo assegnato i lavori, già appaltati, siamo pronti a partire, insomma siamo già in una fase operativa".

La preoccupazione

"Adesso vorrei capire  - aggiunge il Sindaco Enzo Napoli - che cosa succederà, chi pagherà i professionisti e le ditte, chi ci aiuterà ad uscire da una situazione di bilancio che sarebbe sciagurata. Avendo immaginato fondi a nostra disposizione, avevamo fatto una scelta sulla dislocazione di alcune risorse: alcune opere avremmo potuto portarle a termine con fondi destinati alle periferie e altre opere con altri soldi. Se anche Salerno restasse titolare dei propri fondi, il discorso è comunque complessivo, di livello nazionale: non ci si salva da soli, l'Italia tutta ha bisogno di questi fondi per un recupero urbano diffuso". 

Gli scenari

Il primo cittadino immagina anche iniziative di protesta: "Verificheremo tutte le strade istituzionali per far valere le nostre ragioni - ha detto - coinvolgerò il presidente dell'Anci e verificherò che cosa potranno fare i sindaci per questa contingenza. Sono scoraggiato e avvilito". 


 

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