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Curiosità: Pietro Macellaro, la “perla nera” di Piaggine

Prima e unica pasticceria agricola in Italia, quella di Pietro Macellaro è un'azienda biologica e come tale punta tutto sulla bontà delle materie prime per creare torte raffinate e gustose come la Perla Nera.

Nonostante sia entrata di diritto a far parte della guida del Gambero Rosso, molti ancora non conoscono le bontà che la pasticceria Macellaro sforna per gli abitanti di Piaggine e non solo. Dietro la pasticceria, di cui oggi il titolare è Pietro Macellaro, non c’è solo un’intera azienda agricola ma una storia che inizia ai tempi dell’ultima guerra mondiale. Nel 1942, il nonno di Pietro, prigioniero in un campo di concentramento in Rhodesia, conosce Ferdinando Guariniello, primo pasticciere del Caflisch, storica pasticceria di Napoli. Sebbene in prigionia, i due costruiscono un forno a legna e da questo iniziano a sfornare ogni giorno diverse specialità dolciarie, dalle morzellette alle paste di mandorla ai sosamielli e ai mostaccioli fino alla pizza palomma. Per fortuna nel 1947 nonno Macellaro fa ritorno nel suo amato Cilento dove decide di dedicarsi interamente all’arte pasticcera: acquista i primi ‘attrezzi del mestiere’ e, per fare esperienza, si trasferisce in Brasile per quattro anni dove si dedica alla produzione di 400 sfogliatelle al giorno che distribuisce nei bar di Sao Paulo. Dopo questa parentesi, torna a Piaggine e apre il suo punto vendita in cui sarà attivo fino al 1998, anno in cui passa il testimone al nipote Pietro, diplomatosi all’Etoile di Venezia e con un paio di belle e innovative idee.

Infatti, Pietro porta una soffiata di modernità rivoluzionaria nella pasticceria decidendo di spingere sui prodotti dolciari tipici del Cilento per i quali usa le materie prime prodotte dalla sua azienda: ecco perché oggi la Pasticceria Pietro Macellaro rappresenta un vero e proprio paradiso per i golosi. Sfornando ogni giorno dolci unici e sorprendenti anche nell’aspetto e non solo nel gusto, realizzati con materie prime sapientemente selezionate e lavorate, Pietro si diverte a creare abbinamenti arditi e insoliti senza dimenticare la tradizione e gli antichi sapori, tanto che una delle specialità più apprezzate è il pan brigante, una ricetta di origine ottocentesca da lui rivisitata con grande estro e originalità. Sebbene i dolci già evidenziano la creatività e l’impegno di Pietro, la massima cura viene impiegata nel confezionamento dei prodotti che vantano una linea minimal ed ecosostenibile: per le confezioni dei prodotti viene, infatti, usato cartone riciclato dai volumi ridotti al minimo per permettere un migliore stoccaggio nei pallet.

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