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Primo maggio, il dottor Mario Polichetti (Fials): "Difficile festeggiare"

Polichetti: "Non possiamo accettare che un medico non possa curare un proprio paziente al meglio, rischiando nella migliore delle ipotesi di finire sotto inchiesta quando le cose assumono le forme di una tragedia"

“Nonostante i segnali incoraggianti, l’azienda Ruggi per molti resta solo l’azienda dei fannulloni. Questa etichetta si cancellerà solo un confronto tra manager e sindacati. Difficile festeggiare la festa dei lavoratori in queste condizioni”. Lo ha detto il  dottor Mario Polichetti, segretario generale della Fials Salerno: “Non si può festeggiare il primo maggio se quotidianamente facciamo i conti una sanità sempre più precaria per medici, infermieri e pazienti”, ha ribadito.

L'osservazione

“In questi mesi abbiamo sentito fare promesse di tutti i tipi. Certo è che gli esempi positivi non mancano, come il Centro Stroke appena inaugurato all’ospedale Ruggi di Salerno. Ma si tratta di una goccia nel mare e non basta”. Per Polichetti, infatti, serve altro per risollevare soprattutto la situazione: “Dai parcheggi alle tecnologie obsolete, fino agli operatori sanitari a rischio per le aggressioni dei pazienti: questa non può essere la sanità d’eccellenza che la politica ci ha promesso. Non possiamo accettare che un medico non possa curare un proprio paziente al meglio, rischiando nella migliore delle ipotesi di finire sotto inchiesta quando le cose assumono le forme di una tragedia. Un ospedale dovrebbe curare e alleviare le condizioni dei malati, non essere l’anticamera della morte”.

L'appello al manager Giuseppe Longo

“Discuta con i sindacati, ci spieghi concretamente e non con annunci spot cosa vuole fare per il “Ruggi” e gli ospedali “da Procida”, “Santa Maria dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni e “Fucito” di Cava de’ Tirreni.  Per molti siamo ancora quelli dell’azienda dei fannulloni. Quello scandalo resta una macchia indelebile, che però nemmeno il nuovo management ci aiuta a far diventare un lontano ricordo. In queste condizioni è davvero difficile festeggiare il primo maggio nella sanità salernitana”.
 

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