Covid-19, a Polla la scuola in casa: un banco e una sedia per ogni studente

L'obiettivo dell'amministrazione comunale è di ricreare l'atmosfera dell'aula durante il periodo della didattica a distanza

Rivalutare e garantire un adeguato utilizzo dei beni della comunità. Insomma, non buttare via ciò che, invece, può essere ancora utile. Come i banchi e le sedie scolastiche, ormai dismessi perchè hanno ceduto il posto a quelli monoposto, come vuole la normativa anti-Covid. Il Comune di Polla, su proposta dell'assessore alla Scuola Federica Mignoli, lancia l'iniziativa "L'aula a casa tua" attraverso la quale gli studenti delle scuole elementari avranno a disposizione, su richiesta, un banco e una sedia della loro classe da collocare in casa propria in comodato d'uso gratuito fino al 30 giugno del prossimo anno. 

Il progetto

L'obiettivo dell'amministrazione comunale è di ricreare l'atmosfera dell'aula durante il periodo della didattica a distanza. L'invito alle famiglie e' di far indossare ai piccoli alunni, mentre sono davanti ai monitor dei pc, il grembiule per "riportare quanto più possibile quel senso di normalità scolastica", si legge nell'avviso pubblico

Con "L'aula a casa tua", "tentiamo di avvicinarci a un concetto di normalita'", dice il sindaco Massimo Loviso spiegando che "i banchi che consegneremo sono quelli dismessi dopo l'acquisto, da parte dell'Amministrazione comunale e con i fondi scolastici, dei banchi monoposto previsti dagli attuali protocolli". Difatti, "tutte le scuole di Polla - chiarisce il primo cittadino - sono già provviste di banchi e sedie nuovi". Da qui, l'idea di "valorizzare quegli arredi scolastici, in particolare banchi e sedie, cercando di utilizzare questa occasione per favorire nuovamente un avvicinamento alla scuola". Le famiglie interessate devono compilare un modulo scaricabile dal sito web del Comune e consegnarlo, anche via email, entro il 20 novembre prossimo. Poi, sarà redatta una graduatoria per le prime cento domande. Ma, precisa Loviso che "i banchi dismessi sono 300 quindi possiamo arrivare fino a 300 famiglie. Al momento, abbiamo previsto le prime cento domande in attesa di verificare se ci sarà richiesta"

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