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Martedì, 3 Ottobre 2023
Cronaca Pollica

Diffamò maresciallo dei carabinieri, condannato Dario Vassallo. L'avvocato: "Ricorso in Cassazione"

Il fratello del compianto sindaco di Pollica dovrà pagare una sanzione di 900 euro. La sentenza è stata emessa, questa mattina, dalla Corte d'Appello di Salerno

Il presidente della Fondazione “Angelo Vassallo, sindaco pescatore”, Dario Vassallo, è stato condannato al pagamento di 900 euro di sanzione per aver diffamato sui social l’ex maresciallo dei carabinieri in servizio presso la stazione di Pollica nel 2010. La sentenza è stata emessa, questa mattina,  dalla Corte d’Appello di Salerno: i giudici si sono pronunciati sul ricorso dell’avvocato difensore, Dario Barbirotti, alla condanna di primo grado, a sei mesi di reclusione per il fratello dell’ex sindaco cilentano, ucciso il 5 settembre 2010 da mano ancora ignota. Incriminato un post scritto e pubblicato nel 2013, sul profilo Facebook di Dario Vassallo, nel quale il fratello del sindaco avrebbe fatto allusione al cognome del militare e per cui l’avvocato Barbirotti ha chiesto l’assoluzione per “irrilevanza del fatto”.

Le reazioni

Annuncia la prosecuzione della battaglia legale la Fondazione Vassallo: “Noi non ci fermeremo nella ricerca della verità. Continuiamo a credere e ad avere fiducia nella magistratura e nella giustizia”. Sono 11 anni - dichiara Dario Vassallo - che combatto per cercare di conoscere la verità di quell'oscuro delitto e non mi fermerò mai, finché non saranno scritte pagine inequivocabili di verità. Lo devo alla mia famiglia e all'Italia intera, pertanto ribadisco che la condotta dell'ex maresciallo dei carabinieri della stazione di Pollica Costabile Maffia resta un'offesa non solo all'Arma dei Carabinieri, ma a tutta la società civile”. “Lo sfogo di Vassallo sui social – ha sottolineato il legale Barbirotti ieri mattina durante il processo a porte chiuse, davanti ai giudici della Corte d’Appello di Salerno – era uno sfogo di ribellione ad una vera e propria ingiustizia subita dinanzi alla scena del crimine che, a poche ore dall’omicidio di un uomo dello Stato, non era stata preservata, perché vicino al cadavere del sindaco che era ancora in macchina, vi erano persone che fumavano e continuavano a buttare mozziconi di sigarette a terra. Errori e lentezza nelle indagini”. Tra gli atti depositati alla Corte da parte dell’avvocato, anche  le lettere per “la preziosa testimonianza” e “per il lavoro svolto dalla Fondazione e dal presidente Dario Vassallo, nell’instancabile ricerca della verità sull’omicidio del primo cittadino”, evidenziando la vicinanza delle Istituzioni civili e militari a garantire giustizia alla memoria del sindaco ucciso, a firma dei comandanti generali dell’Arma dei Carabinieri, del Santo Padre Papa Francesco, dal presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e da decine di massime autorità dello Stato italiano ed estere, tutte indirizzate a Dario Vassallo.“Che lezione si vuole dare, con una condanna simile, ad un uomo che gode della stima dell’Arma, del Papa e delle massime autorità dello Stato, solo perché si batte per la legalità e la giustizia per la morte di uomo dello Stato? Ricorreremo in appello”, ha concluso l’avvocato Barbirotti. 

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