Cronaca Pontecagnano Faiano

Pontecagnano, spari fuori ad una discoteca: condanne diventano definitive

Dopo 13 anni, la Cassazione ha chiuso il processo per quanto accadde il 25 febbraio 2007, all’interno d’una discoteca di Pontecagnano Faiano, il (fu) “Gola”, sfociò in una rissa

Spararono per uccidere. Dopo 13 anni, la Cassazione ha chiuso il processo per quanto accadde il 25 febbraio 2007, all’interno d’una discoteca di Pontecagnano Faiano, il (fu) “Gola”, sfociò in una rissa. All'esterno si registrarono spari, costate 7 anni e 6 mesi di reclusione a tre persone, di Boscoreale, di 22, 25 e 26 anni, all'epoca. 

I ricorsi

La Cassazione ha rigettato i ricorsi proposti dai tre, confermando la sentenza emessa a ottobre del 2019 dai magistrati della Corte d’appello di Salerno, che ritennero i tre responsabili di tentato omicidio. Le pene furono rideterminate rispetto ai nove anni in primo grado, quando fu prescritta la contestazione di esplosioni pericolose. Nel frattempo, la decorrenza dei tempi aveva cancellato anche le accuse di rissa aggravata, porto e detenzione di armi comuni da sparo, minaccia e danneggiamento aggravati. In piedi è rimasto solo il tentato omicidio. «La pistola è stata impugnata con le braccia parallele al suolo», emerse dai rilievi balistici. Quelle pistole servirono per uccidere, secondo il teorema dei giudici. Quella notte, in discoteca, tutto ebbe inizio da una rissa scatenata da un gruppetto di giovani, capitanato da uno dei tre imputati, che «avevano iniziato ad infastidire le ragazze presenti in sala e a creare disordini», si legge nelle motivazioni dei giudici, pubblicate nei giorni scorsi. A quel punto intervennero gli addetti alla sicurezza, poi i carabinieri, che fecero allontanare il gruppo dal locale. 

Le accuse

Uno dei tre imputati, intanto, aveva colpito con una mazza un buttafuori, che aveva reagito, con schiaffi e pugni. A supporto del bodyguard aggredito, arrivarono colleghi dalle altre discoteche. I tre giovani imputati tornarono davanti al locale ed uno dei buttafuori tornò di Boscoreale tornarono davanti al “Gola”: si sedettero a pochi passi dai buttafuori. Uno dei titolari della discoteca provò invano a parlare con uno dei tre, che rispose di voler sparare contro chi lo aveva picchiato. «Voi non sapete con chi avete a che fare... vi sparo, vi uccido», avrebbe detto. Per gli inquirenti, a suo tempo, l'uomo avrebbe rivendicato l’appartenenza ad un clan camorristico. Mentre il giovane di Boscoreale s’avvicinava alla sua Fiat 600, chiamò il buttafuori colpito con la mazza, che lo aggredì. Un altro dei tre, a quel punto, cacciò una calibro 7,65 e sparò in direzione di uno dei buttafuori, che aveva provato a scappare entrando in auto. I “ragazzi di Boscoreale” presero a sparare pure con una calibro 9x21: un proiettile si conficcò nel sedile di uno dei buttafuori. Gli altri due fuggirono a piedi verso la spiaggia. I tre salirono a bordo della 600 per inseguire uno dei bodyguard per poi desistere e tornare verso il locale. Spararono ad altezza d’uomo verso due addetti alla vigilanza, che si gettarono a terra per sfuggire al fuoco, la Mercedes d’un pr e la Opel Corsa d’un avventore, che si sdraiò sul sedile mentre un proiettile infrangeva il finestrino. Ora il processo si è chiuso, con le pene diventate definitive mesi fa. La Cassazione, di recente, ha depositato il motivo del rigetto.

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