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Cronaca Pollica

Acciaroli, arriva il via libera: il porto sarà intitolato ad Angelo Vassallo

Si tratta di un progetto, iniziato nel 2013, che ha ottenuto il via libera della Prefettura e degli enti competenti e che, tra pochi giorni, verrà finalmente realizzato su spinta dell’attuale primo cittadino Stefano Pisani

A quasi otto anni di distanza (era il 5 settembre 2010) dall’omicidio dell’ex sindaco di Pollica Angelo Vassallo, il cui assassino non ha ancora un volto, il comune cilentano gli intitolerà il porto di Acciaroli.

I dettagli

Si tratta di un progetto, iniziato nel 2013, che ha ottenuto il via libera della Prefettura e degli enti competenti e che, tra pochi giorni, verrà finalmente realizzato su spinta dell’attuale primo cittadino Stefano Pisani. Un modo per riconoscere la grande opera di trasformazione urbana che il sindaco pescatore ha messo in campo, nel corso della sua amministrazione, per l’intero territorio di Pollica.

Le ultime indagini

Emergono nuovi particolari sul presunto coinvolgimento dell’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi nell’assassinio di Angelo Vassallo. Da diversi mesi il suo inserimento nel registro degli indagati della Procura di Salerno per concorso in omicidio volontario con l’aggravante del metodo mafioso. Nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, finita al centro di un’altra inchiesta giudiziaria e in cui lavorava Cioffi, finirono, poche ore dopo il delitto, i fotogrammi – rivela La Città - di un video registrato quella sera sul porto di Acciaroli. Lo portò lì un altro carabiniere, Luigi Molaro, che all’epoca era assegnato a una stazione in provincia di Viterbo ma si trovava a Pollica in vacanza insieme al tenente colonnello Fabio Cagnazzo, che a Castello di Cisterna guidava il nucleo investigativo e che da lì fu trasferito un mese dopo, con destinazione Foggia. Sia il nome di Molaro che quello di Cagnazzo finirono in un fascicolo dell’Antimafia con il sospetto che le loro condotte avessero ostacolato le indagini sull’omicidio del sindaco di Pollica, ma l’ipotesi non trovò riscontri e l’inchiesta fu archiviata.

Era 16 settembre 2010, undici giorni dopo l’assassinio di Vassallo, quando il militare viene ascoltato dagli inquirenti. Il procedimento per cui è convocato è iscritto a modello 44, quello delle notizie di reato a carico di ignoti, e lui è sentito come persona informata sui fatti, non è indagato e quindi non può rifiutarsi di rispondere. Racconta che la sera dell’omicidio, il 5 settembre, lui e Cagnazzo (“con il quale ho un rapporto molto stretto, anche affettivo”) erano stati seduti ai tavoli di un locale di fronte al porto di Acciaroli, dove era arrivato anche Vassallo e dove avevano notato l’andirivieni di Bruno Humberto Damiani, a lungo indagato come il presunto esecutore del delitto prima che, lo scorso aprile, fosse disposta l’archiviazione. Le nuove indagini della Procura di Salerno sono tutt’ora in corso.

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