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Porto di Salerno, scontro aperto tra Cgil e Cisl: "Attenzione alle regie occulte"

Volano gli stracci tra i due principali sindacati campani in merito al futuro dello scalo salernitano. Botta e risposta a distanza tra la Filt Cgil Salerno e la Cisl Campania

Botta e risposta a distanza tra Cisl e Cgil sul futuro del porto di Salerno. Dopo l’allarme sulla delocalizzazione lanciato dalla segretaria regionale della Cisl Lina Lucci e la replica della Filt Cgil di Salerno, ora arriva la controreplica della Fit Cisl Campania: “Prendiamo atto con soddisfazione che finalmente la Filt Cgil salernitana si è accorta dell'importanza che riveste il porto di Salerno nello scacchiere economico della Campania” tuona il segretario Giuseppe Esposito, che aggiunge: “E' noto a tanti, infatti, che la Fit Cisl ,e la Confederazione a tutti i livelli, in questi anni hanno fatto sulla portualità,e sulla logistica più in generale, insieme alle istituzioni preposte, un lavoro imponente non solo di programmazione, ma anche di monitoraggio e di accompagnamento di tutte le iniziative collegate. Lavoro per il quale la nostra organizzazione, soprattutto quando si è trattato di denunciare abusi, si è sovraesposta in piena solitudine. Se in questo processo avessimo avuto anche una Filt Cgil più incisiva e più presente sarebbe stato meglio. Tuttavia meglio tardi che mai, a patto che non ci siano regie occulte a determinare le strategie di prospettive di cui parla il segretario”.

Poi Esposito chiarisce la questione relativa alle aree portuali e retroportuali: “Appare alquanto contraddittoria , infatti, la affermazione del segretario della Cgil Francesco Ceschini relativa al problema della saturazione degli spazi. Se da un lato il tentativo è quello di sostenere le imprese che vi operano, rivendicando la implementazione delle infrastrutture a sostegno, dall'altra si sostiene la necessità (utile a chi intende gestire spazi o concessioni senza essere disturbato per mantenere posizioni di privilegio) di una nuova via di accesso per l'area dello scalo commerciale e di opere strutturali che riguardano anche la parte del retro porto, senza preoccuparsi dei maggiori costi che questo comporterebbe, gravando soprattutto sulle imprese che vi operano” afferma il segretario generale della Fit Cisl Campania.

Per l'esponente della Cisl “anche il riferimento alla difesa di quella che Ceschini definisce propagandistica programmazione della aggregazione del due Authority appare, infine, dettata da interessi altrui. E' del tutto incomprensibile , infatti , che un sindacalista di buon senso come il segretario della Filt Cgil non ne comprenda la portata. Aggregare le Authority non solo è già tema di una discussione avanzata in sede prima europea e poi governativa e ministeriale sulla Riforma della Portualità ma è anche una necessità per competere con i mercati internazionali. Non si tratta solo di sostenere minori costi; di fatto si realizzerebbe quell'azione integrata e di coordinamento per la quale i sei porti della Campania, continuano a perdere importanti occasioni di sviluppo, in assenza oggi di una governance complessiva” conclude Esposito.

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