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Sventato, al porto di Salerno, un traffico di rifiuti tra il napoletano e la Sicilia

Gli uomini della Capitaneria di Porto, coordinati dal comandante Angora, hanno sequestrato circa 20 tonnellate di rifiuti indifferenziati che stavano per essere imbarcati illegalmente per la Sicilia

La Capitaneria di porto di Salerno ha sequestrato oltre 20 tonnellate di rifiuti speciali stipati in un rimorchio nel porto di Salerno. L'attività investigativa operata dagli uomini dl comandante Angora ha portato a debellare un importante traffico di rifiuti tra l'hinterland napoletano e la Sicilia. I rifiuti, prevalentemente di frazione umida miscelati, illegalmente, con rifiuti indifferenziati, erano stati caricati da un importante centro di raccolta del napoletano e caricati su di un rimorchio che doveva essere imbarcato per un altro importante centro in Sicilia.

Dopo aver accertato la falsità dei documenti di carico, in quanto avrebbero dovuto essere esclusivamente rifiuti di frazione umida, i militari della Guardia costiera hanno appurato che i soggetti denunciati avevano predisposto ed utilizzato certificati ed attestazioni false e che i rifiuti viaggiavano accompagnati da un rapporto di analisi che non era compatibile ai rifiuti effettivamente trasportati. Gli indagati, quindi, utilizzando questo articolato sistema, gestivano illegalmente i rifiuti, di fatto smaltendoli mediante il loro conferimento a grandi centri in Sicilia che non avrebbero mai potuto recuperarli né per ottenere compost di qualità né per avviarli a Cdr. Un controllo del Nucleo di polizia giudiziaria della Guardia costiera ha accertato la natura illecita dei rifiuti sventando così un traffico illecito che avrebbe visto per ora la Sicilia quale regione in cui smaltire illecitamente parte dei rifiuti campani, ed il porto di Salerno come punto strategico per l’imbarco degli stessi.

Sono stati, per ora, denunciati i titolari delle ditte e delle società che hanno partecipato, a vario titolo, nel traffico dei rifiuti, contestando loro gestione illecita di rifiuti finalizzata al loro smaltimento. Sono tuttora in corso ulteriori ed approfondite indagini, che permetteranno di accertare le responsabilità penali di tutti i soggetti responsabili dei reati contestati.

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