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Cronaca Castelcivita

Vuoi lavorare? Dammi la metà del guadagno e sii "disponibile": tre arresti nella Piana del Sele

Sette donne, in Italia in cerca di lavoro, sono state subito reclutate da una loro connazionale e avviate come badanti o segretarie, ma con l'accordo che avrebbero dovuto corrispondere mensilmente 100 o 200 euro, nonchè offrigli prestazioni sessuali

"Concorso in estorsione, violenza sessuale ed intermediazione illecita nello sfruttamento del lavoro": questa la pesante accusa nei confronti di tre uomini stranieri, arrestati nell'operazione dei carabinieri si Eboli, a Castelcivita e Albanella. Avviate nell'ottobre del 2012, le indagini hanno portato alla luce un pericoloso sodalizio criminale attivo a Castelcivita, con ramificazioni nella Piana del Sele, Agropoli e Campolongo di Eboli.

Coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, l'operazione dei militari è partita grazie alla collaborazione di sette donne, le quali giunte in Italia negli anni 2010/ 2012 in cerca di lavoro, sono state subito reclutate da una loro connazionale, convivente con un cittadino del posto e avviate come badanti o segretarie, ma con l’accordo che avrebbero dovuto corrispondere mensilmente 100 o 200 euro all’uomo, nonchè offrigli prestazioni sessuali sia a lui che ad altri suoi amici.

Accettando la proposta di lavoro, ma precisando che non si sarebbero concesse sessualmente, le donne sono state dapprima minacciate dall’uomo per mantenere il silenzio sulla vicenda, e successivamente convinte ad accettare un altro impiego presso un bar di Castelcivita il cui proprietario avrebbe corrisposto loro la somma di 600 euro mensili. Anche in quel caso, le straniere sono state minacciate dalla coppia a consegnare parte della loro mensilità per l’attività di intermediazione. Come se non bastasse, sono state avvisate dal titolare del bar che se non avessero ceduto alle avances sue e di altri uomini, sarebbero state licenziate.

A seguito di pedinamenti, riscontri, controlli sul territorio, dunque, è stato individuato il gruppo che offriva lavoro, pretendendo poi prestazioni sessuali ed approfittando dello stato di bisogno delle donne. Vittime di estorsioni, violenze sessuali, minacce e intimidazioni di vario tipo, quindi, le poverine sono state aiutate dai militari. I tre destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono finiti in carcere.

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