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Matierno - foto Google Maps

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Presunte molestie a Matierno: ecco cosa è davvero successo, parla Arcidiacono

Il coordinatore del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), nonchè presidente dell'Arci di Salerno, ha raccontato nei dettagli quanto accaduto due giorni fa. Monta, intanto, la "furia mediatica" sull'episodio

Nessuna molestia ai danni di una ragazzina, ma un approccio verbale avvenuto circa un mese fa. Di questo è "colpevole" un giovane pakistano ospite dello Sprar di Matierno, preso d'assalto da un gruppo di residenti, due giorni fa. Pietre e minacce sono state scagliate, da alcuni ragazzi della zona, contro l'appartamento dove abitano 8 stranieri, attualmente sotto choc per l'accaduto. Svariati i danni alla struttura. E, mentre la notizia è rimbalzata sui media nazionali, tra cui "Il Giornale" che ha addirittura paragonato quanto avvenuto a Salerno ai fatti di Colonia,  il coordinatore del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), nonchè presidente dell'Arci di Salerno, Francesco Arcidiacono, ha spiegato alla nostra redazione quanto realmente avvenuto. "L'appartamento che ospita i ragazzi dello Sprar a Matierno esiste da sei anni e in questo tempo non si sono mai registrati problemi, se non forse una lite interna alla casa, tra stranieri di etnia diversa - assicura il coordinatore - E nemmeno due giorni fa si è verificato un episodio di violenza, come ha confermato anche la famiglia della presunta vittima, ma solo un approccio verbale, avvenuto circa un mese fa, da parte di un giovanissimo pakistano che, due giorni fa, mentre era sul bus e stava tornando allo Sprar, è stato avvicinato e deriso da alcuni ragazzi del quartiere che lo hanno insultato e seguito fino a casa. Da lì si è scatenato il putiferio con la circolazione di false voci nella zona e quello che è stato un vero e proprio assedio all'appartamento dove ho trovato, all'interno, anche un sampietrino e sono stati rotti due vetri. Si è trattato di una bravata da parte di un gruppo di teste calde. I ragazzi stranieri, intanto, sono sotto choc: si è sfiorata la tragedia". 

"Matierno ha tanti problemi, ma tra questo non credo vi sia quello degli immigrati - continua Arcidiacono - L'invito che rivolgiamo a istituzioni e associazioni operanti sul territorio è quello di continuare a diffondere valori di integrazione e rispetto, discorso peraltro già portato avanti da diverse realtà della zona. Noi, dal canto nostro, continuiamo a lavorare", ha concluso. Seppure da super partes, in quanto non competente per gli Sprar, ma solo per l'accoglienza dei migranti minori non accompagnati, un invito alla cautela per la comunità è stato rivolto anche da Rosario Caliulo, Direttore del settore socio-formativo delle Politiche Sociali del Comune di Salerno: "Noi non siamo competenti sul caso in questione, in quanto parliamo di uno Sprar che, come tale, accoglie adulti, ma registriamo il fatto precisando che, a prescindere da nazionalità e colore, se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi ed è giusto affidarsi agli inquirenti cui spetta far luce sulla vicenda - ha sottolineato Caliulo - Dal canto nostro, mai episodi di illegalità e violenza si sono verificati sul fronte dei minori accolti: è importante non generalizzare e fare chiarezza sull'accaduto". In conclusione, il pakistano demonizzato dalla folla pare non sia altri che un giovane che, come tanti altri, ha rivolto delle parole di apprezzamento verso una ragazza. Ma, nel suo caso, il fatto non è passato inosservato e ha rischiato di dar luogo ad un vero e proprio dramma che ha assunto, purtroppo, profili violenti, decisamente inauditi. Un episodio che non può che far riflettere.

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