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Mangiacapra

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Positano, "anno sabbatico" per don Nello: spunta un post di Mangiacapra

L'escort napoletano: "Il vescovo Soricelli dovrebbe fornire delle spiegazioni plausibili circa la misteriosa rinuncia del suo presbitero"

Dubbi e perplessità serpeggiano nella Diocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni. Riflettori puntati,  infatti, sulle improvvise dimissioni di Don Nello Russo, parroco di Santa Maria in Positano. Ad annunciarle ieri, anche su Facebook, il Vescovo di Sulmona, originario di Positano, Michele Fusco che, rivolgendosi ai fedeli, li ha esortati a rispettare la decisione del prelato "e, come abbiamo pregato per don Giulio e per la sua guarigione ora preghiamo intensamente il Signore e la nostra Madonna di Positano perché don Nello superi questo momento di prova e ritorni presto", si legge sul post di sua eccellenza. Nessuna motivazione, tuttavia, fornita in merito alla decisione di don Nello.

La lettera del parroco

Domenica 2 settembre, al termine della celebrazione Eucaristica, lo stesso don Aniello Russo ha comunicato alla Comunità Parrocchiale di aver chiesto all’Arcivescovo un anno sabbatico. La Comunità Parrocchiale, durante l’assenza di don Aniello, sarà retta da don Giulio Caldiero, nominato per l’occasione Amministratore Parrocchiale, coadiuvato da don Cyriacus.

La lettera di don Nello Russo

Carissimi, 
ho concordato, in queste ultimo tempo, con il Vescovo e con i miei confratelli, don Giulio e don Cyriacus, di chiedere un tempo di discernimento. Ho chiesto, a partire da domani 3 settembre, un anno sabbatico. Non si tratta di una fuga o di un abbandono ma di un desiderio di crescita. Non è in discussione la mia vocazione sacerdotale, della quale ringrazio il Signore, ma il modo in cui viverla.  Durante questo periodo sabbatico sarò libero da impegni sacerdotali e pastorali, in maniera tale che potrò dedicare maggior tempo a me stesso, allo studio, alla riflessione e ad una più intensa vita spirituale. Non credo che servano altri dettagli se non la certezza che continuerò ad avervi nel cuore pur senza vederci. Sarà un periodo impegnativo per tutti e spero che la consapevolezza di sapere tutto ciò finalizzato ad un bene più grande, potrà mitigare il nostro sacrificio. Vi chiedo solo la cortesia di non cercarmi, di non telefonarmi. È importante che viva questo tempo nella Grazia del Signore.  Dopo la ricca esperienza di Cetara, la breve ma intensa esperienza a Ravello, l’essere immerso nella pastorale di questa nostra Comunità Parrocchiale mi ha creato qualche disorientamento.

Mi auguro che al termine di questo percorso, rinvigorito nella fede, rinnovato nell’entusiasmo e sostenuto dalla grazia del Signore, possa riprendere il cammino che oggi si interrompe. Il Vescovo ha deciso di affidare a don Giulio, coadiuvato da don Cyriacus e P. Andrea la responsabilità della Parrocchia. Ringrazio, in particolare don Giulio, per la disponibilità e per essersi fatto carico di quest’onere soltanto spinto dal desiderio di servire la nostra Comunità. Il Signore per intercessione della Vergine di Positano ci benedica e ci accompagni.

Ma, a poche ore dall'uscita di scena del sacerdote, spunta una sorpresa: sulla vicenda, infatti, è intervenuto Francesco Mangiacapra, l’escort campano più famoso di Italia, che ha consegnato lo scottante dossier sullo scandalo dei preti gay alla Curia. Non si sbilancia, Mangiacapra che, tuttavia, in un lungo post su Facebook (vedi in foto in basso ndr), pone dei chiari interrogativi al parroco "autosospeso" e al Vescovo della Diocesi. Va ricordato che, all'interno del dossier sugli scandali redatto da Mangiacapra, due dei 50 nomi citati, appartengono a sacerdoti della diocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Il post di Francesco Mangiacapra

Don Nello Russo, parroco prima a Cetara, poi a Ravello e ultimamente a Positano, si è improvvisamente dimesso senza fornire spiegazioni, sparendo anche dai social network, sui quali era molto attivo e chiedendo di non essere cercato. Il vescovo Orazio Soricelli invia un comunicato che fa riferimento a un generico "disorientamento" del sacerdote, facendo intendere che l'allontanamento sarebbe spontaneo. Ciò che sorprende, in questo clima di scandali ecclesiastici, è l'assenza di spiegazioni da parte del vescovo, unita al silenzio del presbitero. Sarebbe d'uopo, dunque, che Sua Eccellenza palesasse i motivi specifici del disorientamento e - soprattutto - chiarisse se si è trattato effettivamente di una richiesta del sacerdote, così come appare dal comunicato di commiato, o piuttosto di una sospensione attuata dal presule. Il vescovo Soricelli dovrebbe fornire delle spiegazioni plausibili circa la misteriosa rinuncia del suo presbitero, perché appare bizzarro che un parroco provetto come don Nello Russo, già dopo pochi mesi di permanenza nella parrocchia di Santa Maria Assunta, a un certo punto abbia sentito l'esigenza improvvisa e tempestiva di allontanarsi. Cosa ha determinato ciò? Si è verificato qualche imprevisto? Qualche caduta? La difesa del buon nome del parroco da parte del vescovo è fondamentale ma non deve mai limitare il diritto della comunità dei fedeli a conoscere circostanze che riguardano la vita pastorale della propria guida morale e spirituale. La verità appartiene al popolo di Dio e non può essere trattata come un affare di palazzo. Mons. Michele Fusco, in un comunicato su Facebook, parla di "momento di prova". Questo momento di disorientamento è evidentemente difficile soprattutto per i fedeli che don Nello Russo ha abbandonato improvvisamente, ai quali è dovuta una spiegazione circostanziata, prima che la situazione cada nell'oblìo. Perché nel 2018, l'unica strada che la Chiesa può percorrere per risolvere i problemi è soltanto la chiarezza, e ciò è quanto i fedeli si aspettano da mons. Orazio Soricelli.
 

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