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Corteo (foto archivio)

Corteo (foto archivio)

Primo maggio: corteo di Cgil, Cisl e Uil e concerto sospeso a Nocera

E' stato sospeso a Nocera Superiore il concerto inizialmente in programma, per la morte di Dario Ferrara. Si terrà il tradizionale corteo di Cigl, Cisl e Uil, nonchè l'iniziativa delle Acli

Più che festa, quella del 1° maggio è ormai una ricorrenza in cui aleggia una forte voglia di cambiamento nel nostro territorio. Per iniziare, è stato sospeso a Nocera Superiore il concerto inizialmente in programma, per la morte di Dario Ferrara, il 21enne morto per le ferite riportate a causa di una caduta durante un banale litigio. "Apprezziamo la sensibilità del Comune di Nocera Superiore che ha sospeso il concerto programmato per il 1° maggio condividendo il sentimento di profondo cordoglio che ha coinvolto la popolazione nocerina. Noi domani saremo in piazza per celebrare il lavoro e i lavoratori che sfileranno nel classico corteo - scrivono Cgil, Cisl e Uil - Quest’anno abbiamo voluto dedicare il 1° maggio alle numerosi morti di migranti che si sono consumate sul Mediterraneo, quindi, essere in piazza per rafforzare l’idea di pace, di solidarietà e di integrazione. È con questo spirito che Cgil, Cisl e Uil domani celebreranno a Nocera Inferiore il primo maggio, e riteniamo sia lo stesso spirito che ci accomuna al dolore della famiglia Ferrara". Come tradizione, le organizzazioni sindacali terranno, infatti, di mattina, la classica manifestazione a Nocera Inferiore. Il corteo partirà da Piazza Diaz, alle ore 9.30, e proseguirà per Via Dodecapoli Etrusca (cavalcavia), Via Pucci, Piazza Rendola, Via Solimena, Via Astuti, Via Nicola Bruni Grimaldi, Via G. Nicotera, C.so Vittorio Emanuele e Piazza Amendola per ritornare al punto di partenza. Prevista la presenza di Nino Baseotto, segretario Cgil Nazionale che terrà il comizio conclusivo alle ore 12.30. Nel pomeriggio, i Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Maria Di Serio, Matteo Buono e Gerardo Pirone, interverranno, alle ore 18.30, anche a Pontecagnano, dove l’Amministrazione Comunale dedicherà una piazza al Lavoro.

E sulla Festa del Lavoro, intanto, interviene anche Giovanni Giudice del Cisal Terziario: "Più lavoro,  meno diritti! Quale primo maggio per i lavoratori del commercio? A Salerno e in tutta la provincia la crisi e le tasse stanno uccidendo i diritti dei lavoratori. Ogni diritto al riposo è stato cancellato dal decreto Bersani, una finta liberalizzazione che ha causato più danni che guadagni. A causa della cecità dei nostri governanti adesso il settore è costretto a turni no-stop con seri dubbi sul ritorno economico". "A Salerno, in occasione delle festività del 25 aprile e di questo Primo maggio, abbiamo visto come i dubbi sulla reale portata economica degli orari continuati all’interno delle attività commerciali cittadine abbiano segnato un fallimento. Sono fin troppe le attività in chiusura (vedi realtà importanti come la Coin sul Corso Vittorio Emanuele). E non per colpa dei commercianti e degli onesti lavoratori - continua Giudice- che ogni giorno si alzano la mattina per cercare di portare a casa uno stipendio. Le fallimentari politiche economiche, che stanno affossando il tessuto sociale più della crisi, costringono i lavoratori a dover lavorare anche nel giorno di festa a loro dedicato! Di quale festa stiamo parlando? Di quali diritti? Di quale lavoro? Non diventa più una scelta derivata dalla fantomatica ‘liberalizzazione’ ma dalla costrizione a non poter fare a meno di tenere alzate le serrande". L'auspicio, dunque, è che "con il futuro Governatore, chiunque sia, segni una svolta con il passato chiudendo definitivamente questa crisi nera e cambi registro per una Campania nuova, che valorizzi le sue peculiarità tenendo sempre al centro il lavoro, fondamentale per far ripartire l’economia e rinforzare il tessuto sociale", conclude il segretario della Cisal.

Sulla festa del lavoro, intervengono anche le Acli: "Mentre si è intenti a decifrare i numeri prodotti dalla riforma del Lavoro, la nostra prospettiva ed attenzione, è tutta rivolta alla persona che lavora. Alla vigilia di questa Festa, ancora densa di valori e significati, vogliamo mettere da parte i numeri, abbandonare le logiche percentuali che ci riportano drammaticamente al 1978, con un tasso di disoccupazione pari al 13% (circa 3 milioni e mezzo di disoccupati) che sale al 40% riferito alla popolazione giovanile, per guardare al significato antropologico del Lavoro, che è actus personae, rifiutando, dunque, l’idea di lavoro come mero strumento di consumo, di realizzazione privatistica dei propri bisogni ed interessi, luogo di competizione e sopraffazione di pochi a danno di molti e per questo, incapace di generare Felicità pubblica. Questo lavoro, consuma le persone e l’economia che da essa genera uccide ed incentiva la cultura dello scarto (Evangelii Gaudium)". "Dall’esortazione di Papa Francesco - incalza il presidente Gianluca Mastrovito - le Acli salernitane ripartono per promuovere una visione nuova del lavoro, capace di tenere insieme le persone, di compiere la vocazione umana di generare lavoro buono e giusto, di generare beni plurali e comuni perché rivolti ad un intero territorio, ad una comunità, alle proprie famiglie. Ricostruire una nuova socialità del lavoro, richiede di investire nelle relazioni, all’interno dei luoghi di lavoro, tra imprese e territorio, tra territorio e singole persone. Una visione di economia civile, che al lavoro competitivo sostituisca il lavoro cooperativo e corresponsabile", ha aggiunto.

"Per le Acli- sottolinea il Presidente Mastrovito- la qualità del lavoro, della vita, dell'economia e delle istituzioni, fanno parte di un medesimo percorso, che può condurci ad uscire dalla crisi. Siamo convinti, che la qualità e la stabilità lavorativa, derivano dal modello economico che si vorrà adottare. Il nostro futuro, non potrà scaturire dalla sola riattivazione del circuito economico, ma dovrà generare motivazioni, che non siano solo legate alla creazione di ricchezza. La crescita in equità, richiede, ancor prima che crescita economica, programmi, azioni e processi che sappiano distribuire quanto prodotto. Questo primo maggio, profeticamente in passato già definito del non lavoro, dev’essere occasione per rilanciarne la forza, di cui il lavoro è gravido, per riconciliarsi con il futuro; questo significa, per le Acli ripensare meglio la produzione e distribuzione delle risorse, facilitare il legame di fiducia, ponte tra generazioni, tra sviluppo e solidarietà, tra economie e democrazie", ha concluso, annunciando per il 1° maggio a Pontecagnano Faiano, un'iniziativa a partire dalle ore 9.30 presso il Circolo Acli il Ponte per il Futuro, cui prenderanno parte anche Francesco Pastore, assessore comunale alle Politiche sociali e Giuseppe Lanzara, Segretario del Pd cittadino. 

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