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Foto di Dario Salzano

Foto di Dario Salzano

San Matteo 2014, il giorno dopo la processione della vergogna: i commenti, parla anche De Luca

Incredulità e rabbia per strada e sui social network, ad un giorno dalla processione della vergogna. Ma anche sostegno e comprensione da parte di alcuni per la protesta inscenata dai portatori e i fischi che hanno rovinato la festa patronale

Incredulità e rabbia per strada e sui social network, ad un giorno dalla processione della vergogna. Ma anche sostegno e comprensione da parte di alcuni per la protesta inscenata dai portatori e i fischi che hanno rovinato la festa patronale. Salerno si spacca nel commentare quanto accaduto durante la processione e che è immediatamente rimbalzato sui media nazionali. Tuttavia prevale, almeno sui social, la parte della cittadinanza indignata per il trattamento riservato al Vescovo che è stato scortato da Digos e Polizia fino al rientro in Cattedrale, quasi rievocando l'immagine del figurante di Cristo nella Via Crucis vivente inscenata mesi prima nello stesso centro storico. Non è stato tra i primi a pronunciarsi ma alla fine è intervenuto pure il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, assente alla processione dopo aver avuto un battibecco in Cattedrale con don Antonio Quaranta. "Credo che dobbiamo trovare una misura di serenità, di compostezza e di comprensione reciproca. Esprimo la mia solidarietà e il mio rispetto per l'Arcivescovo Moretti. - ha scritto su Facebook - Trovo abnormi le amplificazioni di piccoli episodi, di sicuro non commentevoli, che si sono registrati nel corso dell'evento, che deve caratterizzarsi sempre - come ha sottolineato la Curia - come momento di religiosità e preghiera. Riconfermo la mia condivisione e il mio rispetto per ogni scelta di sobrietà. Sono convinto che rapidamente sarà recuperato un clima di unità e solidarietà nella nostra comunità. Il legame profondo con il protettore e il rispetto per le gerarchie sono sentimenti che accomunano tutti. Auspico il rapido affermarsi, da parte di ognuno, di una linea di sobrietà, di riflessione serena, di raccoglimento, e anche di silenzio", ha concluso.

A chiamarlo in causa, già stamattina, il consigliere comunale Antonio Cammarota: "I Santi non si inchinano a nessuno e Salerno non scelga Barabba. - ha esordito - I gravissimi fatti della processione di ieri hanno offeso Salerno e impongono azioni concrete, senza indugio e senza ambiguità. Il popolo diviso per le pur discutibili scelte del Vescovo, la decisione di non far sparare i fuochi, la chiusura delle scale di Palazzo di Città per un pericolo di cui mai nessuno si era accorto ma poi riaperte di domenica sera, i portatori che avevano addirittura rifiutato di farsi identificare e che hanno tenuto in ostaggio le Statue dei Santi, l’offesa dei fischi al momento della preghiera, sono fatti che hanno mortificato la città, quella vera della gente libera e perbene, credente o meno, che non accetta ricatti, ripicche, bestemmie, che si indigna di fronte a questa vergogna collettiva".

Cammarota, dunque, rivolge un'interpellanza al sindaco per sapere se intenda adottare iniziative politiche e istituzionali su quanto accaduto e quali esse siano, nonchè se intenda costituirsi parte civile in caso di procedimento penale per gli eventuali atti che nei fatti di ieri costituiscano reato, come affermato dagli organi di informazione e sul perché le scale dell’entrata di Palazzo di Città fossero aperte il 21 di domenica sera. Lo stesso consigliere ha presentato istanza al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale per discutere dell'accaduto nella seduta del 29 settembre 2014. "Le Istituzioni tutte esprimano la solidarietà al Capo della Chiesa salernitana e condannino fermamente e pubblicamente quanto accaduto ieri, per evitare sospetti di corresponsabilità o di manovre sotterranee che potrebbero essere avvalorate dall'apertura serale e domenicana delle porte di Palazzo di città. - incalza il consigliere comunale Roberto Celano - L'Istituzione cittadina si occupi, invece, di organizzare la festa civile per onorare il Santo e la città senza valicare altrui competenze. Il diritto di critica è certamente ammesso, ma nei limiti dell'educazione e del buon gusto". Sulla vicenda, interviene anche l'onorevole Mara Carfagna:"I fatti di ieri non restituiscono un'immagine positiva della città. Si comprendano le ragioni del Vescovo Moretti, a cui va la mia solidarietà, e che non ha fatto che rispettare le disposizioni della Conferenza Episcopale Italiana sui precedenti e discutibili casi di “inchino”. Si ritorni a riscoprire il valore essenziale e profondo della fede, quella che non ha bisogno di dare dimostrazioni", si legge su una nota.

A esprimersi su Facebook, tra gli altri, il consigliere comunale Gianluca Memoli: "Indignato di quanto accaduto ieri, la mia solidarietà a S.E.Monsignor Moretti. L'unica riflessione che mi sento di fare è che San Matteo è una festa religiosa ma anche una festa popolare cioè che appartiene al popolo, ben diverso è dire che è un rituale pagano. Considerazione prettamente personale: siamo lontani anni luce da quella che si definisce città europea". E Flavio Boccia dei Verdi: "Il sindaco si vergogni dell'odio e del modo in cui è stata organizzata la processione di S.Matteo, che si prenda le sue piene responsabilità. Le istituzioni non possono più tollerare certi comportamenti camorristici. Salerno ha toccato il momento più triste e basso che potesse toccare. Faccio un appello personale al Questore Alfredo Anzalone ed al Prefetto: si prendano seri provvedimenti".

Tra gli altri, anche il parroco di San Demetrio, monsignor Mario Salerno ha lanciato la sua proposta: "Quando la cosiddetta tradizione prende il sopravvento sulla fede, quando il potere di pochi contagia un popolo intero a sua volta gasato e quasi invasato, quando si impedisce al Vescovo di pregare, quando si fischia il vescovo che benedice gli ammalati con il braccio di san Matteo, quando si trovano le porte aperte di Palazzo di città, allora vuol dire che non c'è più spazio di confronto. Lo strappo è totale e allora forse è il caso di una sospensiva. In fondo il Vescovo aveva chiesto di abbassare il tasso di folklore e di spettacolo e di elevare il livello di spiritualità. Aveva fatto il suo dovere di Pastore. Gli è stato impedito, in nome di una tradizione che non ha nulla a che fare con la fede. E' il popolo che lo vuole gridavano i paranzieri. Ma dove sta scritto che è sempre buono ciò che chiede il popolo? Forse ci saranno stati errori nella preparazione della festa, non lo so perchè sono fuori da queste situazioni ma nulla può giustificare la violenza della contestazione e la volontà di umiliare un uomo e un pastore che voleva solo fare il suo dovere. Lo so che la questione è piuttosto complessa e non si può risolvere in poche battute ma, ripeto, mai e poi mai può essere giustificabile la ripicca, la rivolta, l'umiliazione e la lotta nel nome di un santo, che sarà pure presente sul gonfalone del comune ma di certo non è presente nella vita di un popolo che fischia il suo pastore e inveisce in maniera volgare contro di lui. Che il Signore ci perdoni!", ha concluso. Nel frattempo, il Consiglio di amministrazione dell’IISC, riunitosi il 24 settembre, unitamente al Collegio dei Revisori dei conti e a tutto il personale tecnico e legale, ha a sua volta espresso solidarietà e vicinanza per i gravi fatti accaduti in occasione della recente festa di san Matteo. "Nella consapevolezza che non si è trattato di piccoli episodi ma di fatti molto gravi che hanno offeso la Vostra persona e la sacralità dell’evento, manifestiamo la nostra totale deprecazione per quanto accaduto e la nostra totale solidarietà a Vostra Eccellenza, assicurando preghiera e sostegno", ha aggiunto lo stesso monsignor Salerno in qualità di presidente.

Non si lascia attendere nemmeno la lettera delle Acli di Salerno per sua eccellenza: "Non riconoscendoci in atteggiamenti, che ci limitiamo a definire emotivi ed irriguardosi di uno stile e di un contesto, che richiamano a valori ben più considerevoli delle regole della strada, scegliamo di starle accanto, per continuare nonostante tutto, a costruire la Città che include, che educa, che costruisce relazioni buone, che civilizza economie e risorse, che promuove e tutela i beni comuni, che genera buoni cittadini…che laddove scelga di vivere e testimoniare la fede, lo faccia nella comunione e non nell’idolatria.   Sia dunque, la malcapitata circostanza, monito a migliorarCi nell’impegno corresponsabile dell’educere, del costruire maturità e coscienze, sempre più adeguate alle sfide dei nostri giorni. E’ tempo di stare insieme - ha sottolineato il presidente Gianluca Mastrovito - di camminare al fianco di chi mostra più stanchezza, di chi ha meno energie da donare, di chi è più debole nelle certezze, di chi è più povero nei talenti. La Città e la Chiesa salernitana, di cui sentiamo di essere parte in piena comunione con il Suo Vescovo, sono vive ed impegnate a condividere gioie e speranze ma anche i disagi, le precarietà e sofferenze, spesso figlie delle povertà umane e del faticoso Sopravvivere".

Ad indirizzare un altro messaggio di solidarietà al Vescovo, intanto, Gennaro D’Andria, Confratello Arciconfraternita MM.SS del Carmine di Salerno: "Volevo solo esprimere il mio parere riguardo la processione, più si va avanti e più ci si imbatte nell’ignoranza più devastante, il vero Cristiano deve mostrare obbedienza verso la Chiesa, ma questo non vuol dire mettere la testa sotto la sabbia, no assolutamente, ma vuol dire rispettare delle disposizioni da chi al momento è delegato alla guida della Chiesa. - ha scritto - Nell'organizzare tali eventi, si possono trovare tante difficoltà, perché accontentare tutti è impossibile, ma ognuno di noi ha una responsabilità, tutti coloro che partecipano a un evento cosi importante, sia come portatore, come volontario o appartenente a qualche arciconfraternita, ha il dovere di seguire il proprio pastore senza recare danno a migliaia di persone venute da tutte le parti. In un secondo momento si vedono gli errori e democraticamente si rappresentano per apportare delle valide modifiche, ma quello che ho visto stasera , ognuno sfidava l’altro con gesti insani e insulti gratuiti, facendo balzare la notizia a livello nazionale, etichettandoci come i soliti cafoni e ignoranti. La fede si mostra con grande senso di umiltà, rispetto e pace fra gli uomini, di tutto questo  non c’era niente. Continuate con grande coraggio nell'apportare miglioramenti, per far si che ognuno di noi viva mettendo in pratica la Parola di Cristo", ha chiuso. Tanta amarezza in città.

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