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Il "dopo" San Matteo, l'arcivescovo Moretti: "Nessuna guerra, non c'è don Camillo"

L'arcivescovo sull'assenza del Comune alla processione:"Non so se c'è Peppone ma sicuramente non c'è don Camillo. Con il Comune ci sono stati vari incontri organizzativi in cui si ragionava per un cammino comune. Non sta a me dare giudizi"

Si è tenuto questa mattina, presso il Palazzo Arcivescovile, l'incontro con la stampa convocato dall'arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, monsignor Luigi Moretti, a seguito dei festeggiamenti in onore di San Matteo Apostolo ed Evangelista, Patrono della città. Dopo aver espresso diverse considerazioni sulla festa patronale, elogiando la folta partecipazione al Pontificale al Duomo, l'arcivescovo ha detto: “Non considero giusti i titoli ‘guerra tra Comune e Curia’ o ‘Peppone e don Camillo’. Non so se c’è Peppone ma sicuramente non c’è don Camillo. Con il Comune ci sono stati vari incontri organizzativi in cui si ragionava per un cammino comune tra Municipio e Curia", ha precisato sua eccellenza. Dopo aver ricordato le intese raggiunte sulla questione del comodato da rinnovare per Santa Sofia, sull’orario di apertura del Duomo, Moretti ha sottolineato che per la processione "dicemmo di fare qualcosa che ci unisce per dare un segno che si è superato ogni contrasto. Organizzammo, nel giorno dell’inaugurazione di Santa Teresa, un convegno sull’enciclica del Papa". "Non sono Don Camillo che vuole fare la guerra. Io ho sperimentato esperienze collaborative. Io non faccio la guerra. Non so per quale motivo la Provincia, ad esempio non ha partecipato. - ha continuato sua eccellenza- Lo scorso anno c’era la dottoressa Avossa ed anche altri. Quest’anno sono entrato e non c’era nessuno. Ho pensato a quando andavo a benedire le famiglie. A volte vai e trovi la famiglia altre volte il portiere ti dà la chiave e benedici la casa vuota. Ho trovato il Comune vuoto.”

"Io sono per lavorare per e non contro. Quello che è successo è passato. E’ interesse mio costruire quello che può essere utile per tutti - ha precisato - Io non giudico. I comportamenti in questione sono tra cittadini e istituzioni. Ai primi spetta valutare. Cosa volete che dica io?", ha tagliato corto dinanzi alle domande circa l'assenza istituzionale al corteo religioso.Circa il perchè del fatto che il Braccio di San Matteo entri in Comune e la statua no, ha spiegato: "La processione è un corteo religioso che prevede le soste non le entrate. Il braccio è l’aspetto più nobile della presenza di San Matteo in questa diocesi oltre alla tomba. Quando facciamo le celebrazioni portiamo il braccio, non la statua. Noi facciamo distinzioni tra celebrazione religiosa e celebrazioni civili. Non ci sono problemi l’unica cosa è che vengano armonizzati in modo civile. Mi auguro che da domani possiamo costruire qualcosa che sia di aiuto per i cittadini di Salerno". "Il fatto che ho scelto di non entrare in Comune non è perché sono contro. Ho detto di trovare una manifestazione idonea. - ha concluso - Se alla vigilia di San Matteo si vuol fare una manifestazione dentro il Comune non ho nulla in contrario alla statua nel palazzo di città".

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