Uccise di botte la cagnolina Chicca: Antonio Fuoco a 21 mesi di reclusione

L’udienza è cominciata con una lettera di scuse da parte dell'uomo che massacrò la cagnolina il 15 febbraio 2017. Condannato a pagare anche mille euro di risarcimento

Antonio Fuoco, l'uomo che uccise la cagnolina Chicca il 15 febbraio 2017, è stato condannato a un anno e nove mesi di reclusione per maltrattamento ed uccisione di animali. Questa la sentenza emessa in primo grado dal giudice, dottore Paolo Valiante, nei confronti del responsabile della barbara uccisione della cagnolina Chicca. Ventuno mesi, anche più dei sedici chiesti dal pubblico ministero. Il legale di Fuoco ha già preannunciato che impugnerà la sentenza ma, in ogni caso, si tratta di un verdetto esemplare, con pochi precedenti in materia.

La decisione

Malgrado la riduzione che gli spettava per aver scelto il rito abbreviato, la pena è stata comunque considerevolmente aumentata in quanto il soggetto era recidivo. Significativa, inoltre, anche l'entità del risarcimento danni che il giudice ha attribuito in favore di ciascuna parte civile, oltre alle spese per i relativi legali, riconoscendo, in questo modo, valore alla tutela degli animali che perseguono le associazioni che si sono costituite parte civile. Le motivazioni della decisione saranno rese note entro quindici giorni. Una sentenza, quella di oggi, lunedì 8 aprile, che ribadisce l'importanza di denunciare sempre tutti gli episodi di violenza nei confronti degli animali. L’udienza è cominciata con una lettera di scuse da parte di Antonio Fuoco. Successivamente alla discussione delle associazioni animaliste, ha preso la parola il difensore dell’imputato chiedendone l’assoluzione.

Il presidio

“Aberranti le argomentazioni addotte, secondo le quali gli animali non sono esseri senzienti e nella cultura cattolica, secondo l’avvocato, il proprio cliente sarebbe stato assolto da un prete e dall’intera collettività. Tutta la difesa è ruotata intorno al concetto in fondo è solo un animale - dichiara l’avvocato Paola Contursi dell’Associazione DPA Onlus- Difesa Protezione Animali  che insieme alle altre associazioni ha animato il sit-in davanti alla cittadella giudiziaria - Brutte le argomentazioni, un salto nel passato e l’evidente poca conoscenza di tutte le normative in vigore, dal Trattato di Lisbona, alla L.189/04”.

Il risultato ottenuto

“Come associazione siamo soddisfatti della sentenza di condanna a un anno e nove mesi di reclusione ed a 1000 euro di risarcimento per le associazioni. Da anni chiediamo l’inasprimento delle pene per chi maltratta e uccide gli animali, ed insieme all’On. Paolo Bernini nella scorsa Legislatura abbiamo depositato diverse proposte di legge per aumentare le tutele degli amici animali. Continueremo a batterci su più fronti, a denunciare e ad esser presenti nelle aule di Tribunale: in una società che si reputa civile, non c’è più spazio per chi maltratta e uccide gli animali. Chicca ha finalmente avuto un pó di giustizia", conclude Alfredo Riccio, Vice Presidente DPA Onlus.


 

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