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Claps, inchiesta bis: rinviato il processo sul ritrovamento dei resti di Elisa

Assenti le imputate per falsa testimonianza: Annalisa Lo Vito e Margherita Santarsiero, addette alle pulizie della chiesa della SS Trinità di Potenza. Aggiornamenti in tempo reale

Danilo Restivo è stato condannato lo scorso 24 aprile, a 30 anni di carcere. Ma il caso Claps non è concluso. Si torna in aula, infatti, oggi, presso il Tribunale di Salerno per il processo sul ritrovamento dei resti di Elisa. Imputate di false dichiarazioni al pm, Annalisa Lo Vito e Margherita Santarsiero, mamma e figlia addette alle pulizie della chiesa della SS Trinità di Potenza, dove il 17 marzo 2010, a 17 anni dalla scomparsa, furono ritrovati i resti di Elisa. Di seguito, gli aggiornamenti minuto per minuto:

Ore 10:12 -  Secondo l'accusa, le due donne avrebbero mentito al pm circa "un avvistamento del cadavere precedentemente alla data del ritrovamento ufficiale": si erano recate in quel sottotetto alcune settimane prima del ritrovamento, e, avvistando un corpo, avevano avvisato il vice parroco don Wagno. Successivamente, però, negarono di essersi recate in quel sottotetto.

Ore 13:07 - Rinviato al 23 settembre il processo sul ritrovamento dei resti di Elisa Claps. Erano assenti in aula, le imputate, mentre la loro legale, Maria Bamundo ha eccepito un difetto di notifica del decreto di citazione incompleto: "mancano pagine del capo di imputazione".+

Ore 13:16 -  L'avvocato di Annalisa Lo Vito e Margherita Santarsiero, Bamundo ha anche eccepito la richiesta avanzata dalla famiglia Claps di costituirsi parte civile in quanto il reato è "contro l'amministrazione giudiziaria e non prevede parti private". Tra le eccezioni, anche la competenza territoriale del Tribunale di Salerno in quanto "il reato è stato commesso a Potenza".

Ore 13:50 - Attraverso il loro legale, le imputate hanno fatto sapere che "in quel sottotetto della chiesa della Ss Trinità di Potenza non ci sono mai state e non hanno mai visto i resti di Elisa". "Hanno interesse affinché si conosca la verità", dice il loro legale Maria Bamundo. E' "sicura che la verità verrà fuori e che qualcuno prima o poi sentirà il bisogno di pulirsi la coscienza", ad ogni modo, la mamma di Elisa, Filomena Iemma.

Ore 14:12 - C'é il vescovo di Potenza monsignor Agostino Superbo, già chiamato come teste sia dalla difesa dei Claps sia dal pm Rosa Volpe, ed anche il questore di Potenza, Romolo Panico, tra i testi che sfileranno nell'aula del Tribunale di Salerno, nell'ambito del processo, a partire dal 26 settembre. Il vescovo, questa volta, è stato interpellato dalla difesa delle adette alle pulizie, in relazione alla telefonata ricevuta da don Wagno nel corso della quale gli comunicò che nel sottotetto della chiesa di Potenza era stato ritrovato un cranio che il vescovo capì essere un ucraino. Oltre don Wagno, tra i testimoni, don Noel, parroco della chiesa nel 2008 e 2009 e don Cesare Covino, sulla telefonata ricevuta dal vescovo da parte di don Wagno. Il legale dei Claps, Giuliana Scarpetta, intanto, chiamerà a deporre anche il questore "sulla conferenza stampa indetta di concerto con il vescovo di Potenza dopo il ritrovamento di Elisa, poi annullata", agenti della squadra mobile di Potenza e il titolare della ditta che effettuò i lavori dove furono ritrovati i resti di Elisa. Rocco Galasso, l'allora presidente del centro Newman, frequentato da Restivo,  monsignor Paolo Ambrico e don Cesare Covino, quest'ultimo teste anche del pm, invece, i testimoni della difesa.

Ore 17:50 -  La difesa di Elisa vuole far luce sulla conferenza stampa che fu indetta con il vescovo di Potenza dopo il ritrovamento dei resti della ragazza e che poi fu annullata. Le perizie hanno dimostrato che il corpo di Elisa è stato ritrovato da qualcuno, o anche da più di uno, prima di quel 17 marzo 2010. Forse, questa la speranza dei Claps, si capirà chi e perché è rimasto in silenzio, per 17 anni.

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