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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Giro di prostituzione al Malibù e all'Exclusive Disco Club: ecco cosa accadeva nei night

Le prime operazioni sono partite già lo scorso novembre 2012 quando i carabinieri di Vallo della Lucania hanno soccorso una trentacinquenne ucraina che presentava evidenti segni di percosse

Nelle prime ore della mattinata di oggi nei comuni di Vallo della Lucania, Agropoli e Casalvelino, i carabinieri,  con il coordinamento della Procura della Repubblica di Vallo  diretta da Giancarlo Grippo e del Pubblico Ministero Valeria Palmieri, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal G.i.p. del Tribunale di Vallo nei confronti di sette persone, responsabili a vario titolo, di aver costituito con vari ruoli, un’associazione per delinquere finalizzata all’induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di donne italiane e straniere, in massima parte provenienti dall’est Europa o dal Sud America.

Le prime operazioni sono partite già lo scorso novembre 2012 quando i carabinieri di Vallo della Lucania hanno soccorso una trentacinquenne ucraina che presentava evidenti segni di percosse e maltrattamenti e versava in stato confusionale. Riacquisita l’idoneità fisica della donna sono ripartite le indagini dei carabinieri. La 35enne seppur con gravi reticenze e palesando chiaramente di nutrire forti timori per la propria incolumità, ha cominciato a fornire ai militari i primi elementi dai quali si è potuto ricostruire il contesto nel quale sono maturate le violenze subite dalla donna.La donna sarebbe stata percossa da una cittadina rumena, la trentenne E A, la quale, insieme ad altre quattro ragazze non meglio identificate, intendeva costringerla a consumare un rapporto sessuale, all’interno del club privè denominato Malibù, in contrada Forestella s.n., proprio alle porte della città, con un cliente che, a detta della donna, aveva già pagato ad Aron, vera e propria “maitresse” del gruppo, anticipatamente la somma di 150 euro.

Da qui la ricostruzione dell’organizzazione che operava all’interno del citato club Malibù, dove oltre al ruolo di vertice di E. A., spiccavano le figure del convivente F.C, trentasettenne del posto, del trentanovenne L.A. con piccoli precedenti per truffa, con la collaborazione del settantunenne M. C., padre di Fabio, il quale risulta essere il titolare del contratto di affitto del locale che figura come affiliato al centro sportivo educativo nazionale ma la cui reale destinazione è risultata essere completamente diversa.

Le indagini hanno consentito di appurare in primo luogo che il club era la sede ove i gestori favorivano, lucrando, gli incontri, soprattutto nei 3 privè realizzati al suo interno, dei clienti con le ragazze le quali avevano il compito di indurre l’avventore a “farsi offrire da bere” percependo poi una percentuale su ogni consumazione per poi, eventualmente, essere disponibili ad ulteriori e più ardite richieste, ovviamente a tariffazione maggiorata.

La necessità di dover essere “sempre competitivi” in tale mercato, in particolare con la frequente rotazione delle ragazze tra diversi locali o con il reclutamento continuo di donne che venivano fatte giungere in zona spesso in treno con scalo sia alla stazione di Battipaglia che di Vallo Scalo, ha fatto emergere ulteriori figure entrate a pieno titolo nelle dinamiche criminose dell’associazione per delinquere, in particolare legate ad un secondo club privè, l’“Exclusive Disco Club” di Stella Cilento dove il ruolo di “dominus” è ricoperto dal titolare E.R., quarantaquattrenne di Agropoli che si avvaleva della collaborazione di A.G., sessantenne di Casalvelino, il quale procacciava contatti tra i  gestori dei locali e le potenziali “lavoratrici”, nonché di P.D.S., trentacinquenne anch’egli di Casalvelino, che invece aveva il compito di accompagnare materialmente le ragazze nei tragitti tra la stazione e le case di volta in volta individuate per il loro soggiorno nonché presso i posti di lavoro, praticamente un “addetto alla logistica”.

Per L.A, A. G e E. R si sono aperte le porte della locale casa circondariale mentre per E.A, M.C e P.D.S. sono stati disposti gli arresti domiciliari. Per F. C.invece è stata disposta la sospensiva della misura cautelare in carcere a causa di gravi condizioni di salute. E’ stata altresì data esecuzione al sequestro dei due club dove sono state accertate le condotte criminose. 

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