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I lavoratori all'Asl

I lavoratori all'Asl

Fumata nera in Prefettura per i lavoratori del Cns, proclamato lo sciopero

"Le imprese hanno mostrato piena comprensione per quelle che sono le ragioni dei lavoratori, ma ci hanno risposto che il passaggio d'appalto è obbligatorio per via della firma sul contratto con l'Asl", racconta Antonio De Michele della Fit Cisl

Fumata nera per i lavoratori del Cns, il Consorzio nazionale servizi impiegato in tutti gli ospedali dell'Asl, che da ieri sta presidiando la sede di via Nizza. Si è tenuta questa mattina, infatti, la riunione in Prefettura con le imprese cui fanno capo i 709 dipendenti che dal 6 febbraio rischiano di trovarsi a lavorare in orari e con stipendi "sconosciuti", visto lo "spacchettamento" delle ore suddivise tra ausiliariato e addetti alla pulizia: tale novità, dunque, porterebbe a modifiche sul piano contrattuale e del compenso.

"Le imprese hanno mostrato piena comprensione per quelle che sono le ragioni dei lavoratori, ma ci hanno risposto che il passaggio d'appalto è obbligatorio per via della firma sul contratto con l'Asl - racconta Antonio De Michele della Fit Cisl - In tal modo quindi dal 6 febbraio i lavoratori si troveranno ad affrontare nuovi orari e stipendi che lasciano presagire tagli e novità negative: intanto Squillante non intende riceverci prima del 2 febbraio, nonostante l'urgenza". I lavoratori, inoltre, dicono di non sapere i criteri in base ai quali sono state distribuite le ore tra ausiliariato e addetti alle pulizie: mentre la Fit Cisl ha fissato nuovi incontri con le aziende per vederci chiaro, continua il presidio presso l'Asl. "Proclamiamo lo stato di agitazione per dar vita ad uno sciopero", annuncia De Michele.

"Ciò che accade alla Asl di Salerno è l'evidente dimostrazione dell'enorme difficoltà in cui versa il sistema sanitario campano e salernitano. Un sistema di appalti disordinato che, quando non vede infiltrazioni della criminalità, come è accaduto a Caserta, lascia centinaia di lavoratori addetti alle pulizie senza salario e senza stipendio". Lo ha detto, intanto, il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella. "Il presidio alla Asl di Salerno promosso in questi giorni dal sindacato per denunciare gli accordi sindacali non rispettati - sottolinea- si protrae nella totale indifferenza della Regione che non riesce nemmeno a convocare una riunione. Decine di crisi aziendali nella sanità privata salernitana non solo determinano enormi ritardi nel pagamento dei salari e perdita di occupazione, ma provocano anche un ridimensionamento dell'offerta sanitaria che penalizza i cittadini salernitani nell'usufruire di un servizio primario e di un diritto costituzionale come quello alla salute. Tutto ciò in un territorio già fortemente danneggiato dalla chiusura dei punti di pronto soccorso di Agropoli, Cava dei Tirreni, Mercato San Severino, Scafati, della clinica Villa Venosa di Battipaglia e di vari Centri di riabilitazione". "A fronte di questa drammatica situazione - conclude Tavella - la Cgil prosegue la mobilitazione sui temi della sanità. Domani, 30 gennaio, all’ospedale Loreto Mare di Napoli, ore 10.30, presenteremo alla stampa un dossier sulla stato di salute del settore in Campania. Lunedì 2 febbraio, nell'iniziativa a Villa Pignatelli a Napoli con il segretario generale Susanna Camusso sulla legalità, affronteremo, tra l'altro, gli aspetti relativi ai forti interessi della criminalità organizzata nella filiera degli appalti".

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