Assistenza fasce deboli, la sanità privata scende in piazza a Salerno

Sostegno dalla grillina Giordano: "Non devono essere sempre i più deboli a pagare le scelte scellerate della politica che finora ha dimostrato di non saper gestire le risorse economiche"

Saranno almeno in trecento a scendere in piazza tra disabili, anziani, familiari e lavoratori dei  centri di riabilitazione della provincia di Salerno che erogano prestazioni sociosanitarie bloccati da un mero errore di programmazione della Regione Campania, confermato da una delibera dell’Asl Salerno. Domani mattina tutti insieme confluiranno alle 10 in via Nizza per poi dirigersi intorno alle 12 in corteo con pulmini, ambulanze e mezzi di assistenza  in Prefettura per cercare di trovare una soluzione. Previsti due sit-in  ad oltranza uno in via Nizza ed un altro sotto Palazzo di Governo. I Centri interessati da questo blocco di prestazioni a causa di due milioni di euro non appostati dalla Regione sono: Anffas Salerno, Uildmn Villaggio Scocozza, Centro Teri Cava dei Tirreni, Fondazione Scoppa Angri, Servizi Sanitari Residenziali Roccapiemonte, Istituto Juventus Mercato San Severino, Centro Riabilitazione Motoria Agropoli, Centro Juventus Vibonati, Fondazione Opera Giovanile Juventus Sala Consilina, Centro Fkt Cilento, Centro Medical R Vallo della Lucania, Centro Ortokinesis Piaggine, Centro San Luca Battipaglia, Centro Tivan Battipaglia, Centro Ises Eboli, Centro Lars Sarno, Centro Juventus Sarno, Villa delle Rose Nocera Inferiore, Siria Servizi Sanitari Mercato San Severino. Altri centri e strutture non iscritte alle associazioni che hanno promosso la protesta hanno fatto sapere che in segno di solidarietà si aggiungeranno  al corteo.

Condivide l’iniziativa di scendere in piazza anche la deputata salernitana del Movimento Cinque Stelle Silvia Giordano: “Non devono essere sempre i più deboli a pagare le scelte scellerate della politica che finora ha dimostrato di non saper gestire le risorse economiche. Non è solo colpa della Regione Campania se l’assistenza finisce sempre per essere il settore che maggiormente deve pagare la politica dei tagli. In commissione Sanità, il Movimento 5 Stelle ha proposto un emendamento alla Legge di Stabilità che prevedeva l’aumento del fondo per le non autosufficienze a 600 milioni di euro: il minimo accettabile per tutelare almeno la dignità dei malati e delle loro famiglie che, attualmente invece, sono letteralmente costrette ad elemosinare qualche soldo in più per andare avanti”.

Poi la giovane parlamentare grillina rivendica: “Noi lo abbiamo proposto, ma loro, Pd e centrodestra,  lo hanno bocciato. Né il Governo ha mai cercato di potenziare la sanità pubblica per sopperire alla carenza di mezzi che attanaglia il settore dell’assistenza, con pesanti oneri a carico dei privati che, poi a causa dei tagli, sono costretti a fare i conti con tetti di spesa ridotti da un giorno all’altro. Per ottenere un cambio di rotta, c’è bisogno di fare fronte comune e far arrivare la protesta fino a Roma, dove si continua a discutere di nomine, poltrone ed equilibri di potere, dimenticando i bisogni delle persone” conclude Giordano.

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