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Cronaca Agropoli

Ospedale di Agropoli: il bagnino-eroe infiamma gli animi dei manifestanti

Pierluigi Caroccia: "Insieme, con senso civico, vogliamo rivendicare il diritto alla salute, minacciato dall'insulso piano che prevede di chiudere la struttura"

"Fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce": con queste parole ha esordito il bagnino-eroe, ieri, nel corso della conferenza tenuta per l'organizzazione delle iniziative anti-chiusura dell'ospedale Agropoli. In attesa del corteo di protesta del 6 aprile
contro la decisione dell'Asl Salerno, dunque, Pierluigi Caroccia che finì in coma per salvare due bambine a Capaccio, rivolge a tutti i cittadini il suo appello per sostenere il nosocomio cilentano.

“Quando ero in coma, alla mia famiglia bastò parlare con medici ed infermieri dell'ospedale di Agropoli, per sentirsi rassicurati: se sono vivo è grazie a loro - ha detto Caroccia - Tutti insieme, con senso civico e di responsabilità, vogliamo rivendicare il diritto alla salute minacciato da questo insulso piano di chiudere la struttura dell’Ospedale di Agropoli, e, pazientemente, vogliamo presentare le nostre considerazioni in merito, dichiarando innanzitutto, di non voler pagare per delle colpe non nostre".

"Non accettiamo assolutamente la logica di privilegio dei numeri sulle vere necessità - continua il bagnino-eroe - Ci opporremo all’attuazione del piano con tutte le nostre forze: certo, siamo coscienti e consapevoli di non avere una gran forza per opporci a queste decisioni scellerate, ma nella nostra semplicità ed umiltà, chiediamo sostegno,a tutti, autorità e istituzioni coinvolte, affinchè ci aiutino a dire no alla chiusura dell'Ospedale".

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