Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Un "mostro condominiale" al posto del parcheggio adiacente il Grand Hotel: monta la protesta

Un manifesto è stato affisso lungo molte strade cittadini per mobilitare la cittadinanza contro la decisione dell’amministrazione comunale

Esplode la protesta di un gruppo di cittadini di Salerno contro la vendita dell’area (Piazza Salerno Capitale) in cui è attualmente situato il parcheggio adiacente il Grand Hotel, punto di riferimento per migliaia di persone che affollano quotidianamente il centro del capoluogo. Un manifesto è stato affisso lungo molte strade cittadini per mobilitare la cittadinanza contro la decisione dell’amministrazione comunale. Di qui la protesta: “Il corteo funebre/svendita immobiliare partirà dalla casa comunale (ormai padronale) il giorno 21 novembre 2022. Per la vergogna e per sminuire il valore immenso di una delle ultime aree pubbliche rimaste a disposizione della collettività, invece di chiamarla Piazza Salerno Capitale, negli atti comunali di svendita, i nostri geniali rappresentanti – si legge nel manifesto – continuano genericamente a parlare di AreaProg.1 “ex cementifico”. Poi l’affondo: “La cosa ridicola è che i funzionari comunali, per propria incapacità o per ubbidire ai padroni, si permettono di parlare addirittura di “ambito di riqualificazione” ma dov’è la riqualificazione nel trasformare una piazza ed un parcheggio pubblico, che sono standard a disposizione dell’intera città in un mostro condominiale?”.

La denuncia di Celano (Fi): 

"Da anni conduco, insieme a pochi colleghi, in ogni sede, in Consiglio comunale (laddove ho presentato anche emendamenti respinti dalla maggioranza), nelle Commissioni, con conferenze stampa e pubbliche denunce, anche nel corso delle due ultime campagne elettorali, una battaglia continua avverso la cementificazione selvaggia di cui sono state artefici le Amministrazioni progressiste in città ed avverso le decisioni di vendere le ultime aree vergini del centro di Salerno attualmente destinate a standard, quella dell’ex cementificio e di Piazza Mazzini, per realizzare ancora edifici in una città che ha perso oltre 10000 abitanti negli ultimi 15 anni. Cemento equivale sovente, a speculazioni edificatorie, allorquando si continuano a costruire indiscriminatamente alloggi in una città che avrebbe, invero, necessità di infrastrutture, di impianti sportivi, di strutture turistiche, di un polo fieristico. Cemento equivale a speculazioni edificatorie quando si consente di costruire perfino nelle poche aree libere nel cuore della città. Prendiamo atto con favore, dunque, della presa di coscienza dei cittadini, molti dei quali, probabilmente, se avessero ben percepito le ragioni delle nostre denunce e del nostro dissenso, avrebbero espresso il loro sdegno anche nelle urne. Si prenda atto, nel contempo, che in città ci sono stati politici perbene, che hanno perseverato in una battaglia di contrapposizione ad un sistema vorace con impegno e rischio e mettendoci la faccia, auspicando sovente che tanti cittadini si ravvedessero ed esprimessero nelle urne il loro voto nell’interesse esclusivo della comunità e non, come spesso accade, sulla base di “favori” ricevuti o delle solite promesse spesso disattese. Io ci sarò, questa battaglia di libertà continuerò a portarla avanti, come faccio da anni".

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