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Caos San Matteo, nuove accuse: "Giravolte in omaggio ai camorristi"

La Procura della Repubblica ha notificato 20 avvisi di garanzia a paranzieri, ultras della Salernitana e quattro donne. Ora rischiano una pena fino a tre anni di carcere

Oltre alle accuse di turbamento di funzione religiosa e vilipendio di un ministro di culto ora c’è anche quella di aver voluto omaggiare,  da parte di alcuni portatori, con alcune giravolte non previste dal nuovo protocollo della Cei Campania, storici esponenti della criminalità salernitana. Lo sostiene la Procura della Repubblica di Salerno, che ha finito di notificare 20 avvisi di garanzia, a coloro che sono ritenuti  i responsabili delle proteste e degli insulti nei confronti di monsignor Luigi Moretti, verificatisi durante la processione di San Matteo.

Nel provvedimento di conclusione delle indagini preliminari a carico degli indagati (tra cui portatori, ultras della Salernitana e anche quattro donne) sono descritti tre precisi episodi: le giravolte della statua di San Matteo in piazza Portanova dove nel bar Chiancone fu ucciso Berardino Grimaldi. Sul lungomare di Salerno, nei pressi del chiosco, dove fu ammazzato il fratello Lucio Grimaldi. E all’altezza di via Velia, dove in un circolo di via Vernieri fu ucciso Lucio Esposito.

Ora i venti indagati rischiano una pena fino a tre anni di carcere.

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