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Via Dalmazia, i residenti chiedono più spazi per lo svago dei più piccoli

DAI QUARTIERI - I residenti dell'arteria a cavallo tra il centro e la zona Irno chiedono più spazi per lo svago dei bambini e maggiore sicurezza e manutenzione relativamente al sottopassaggio che si trova sulla strada

Insoddisfazione e malcontento aleggiano tra i residenti di via Dalmazia, a Salerno. Poche le persone che apprezzano il quartiere salernitano, carente, prima di tutto, di verde pubblico e di un parco giochi per i piccini: “Sino a qualche tempo fa, accanto alla chiesa San Demetrio, c’erano delle giostrine pubbliche: un piccolo spazio per i bambini che, tuttavia, godevano di un luogo di ritrovo gratuito nel proprio quartiere – racconta la nonna del piccolo Mattia a spasso sul cemento con il suo amichetto – ma adesso, in quello spazio stanno costruendo dei box auto e per portare i bimbi sulle giostre dovremmo raggiungere Parco Pinocchio, troppo distante, specie con il caldo, dalla nostra zona di residenza”.

Gli abitanti del quartiere, impossibilitati a recarsi al mare e ad allontanarsi troppo dalla propria abitazione, dunque, non possono regalare ai propri piccini momenti di svago all’aria aperta, in via Dalmazia, dove di verde c’è solo qualche oleandro a bordo dei marciapiedi che, più che fonte di ossigeno, risulta fonte di altri disagi.

“Gli oleandri sono mantenuti in maniera pessima: tra sporcizia nelle aiuole e nidi di insetti che, specie in estate, ci torturano: è opportuno provvedere alla loro manutenzione in maniera costante e rendere via Dalmazia una strada più verde e a misura di uomo”. Non riescono proprio a spiegarsi, inoltre, i residenti, il motivo per cui i turisti che approdano in città dalla stazione e i  cittadini che dal Corso Vittorio Emanuele imboccano via SS. Martiri Salernitani, debbano percorrere un sottopassaggio tanto malandato come quello che collega il centro cittadino a via Dalmazia.

“Si parla di Salerno come città europea e si progettano tanti bei luoghi di attrazione turistica – sottolinea, con amarezza, la signora Marta Esposito – ma il quesito che noi poniamo all’amministrazione è: come può una città turistica continuare a tollerare che un sottopassaggio in pessime condizioni accolga i visitatori giunti in stazione? La nostra via è introdotta da un vero e proprio tunnel profondo e coperto. Nessuno si preoccupa, in una città in cui si continua ad investire, di destinare qualche fondo al restyling del sottopassaggio? – si domanda la donna -  L’illuminazione è efficiente, è vero, ma la zona non gode di una buona sorveglianza, per cui, al di là delle ovvie ragioni estetiche, relative al fatto che un sottopasso del genere non può che imbruttire la strada, vanno considerati anche i rischi per la sicurezza di chi vive nel quartiere e di chi si trova ad attraversarlo di sera”.

A far da eco alla signora Esposito, un gruppo di anziani che puntano il dito anche contro il degrado igienico in cui versa il sottopassaggio: “Di notte, molto spesso, il sottopassaggio si trasforma in una toilette per vagabondi – spiegano i residenti – è ovvio che senza telecamere e senza un considerevole flusso di persone, diventi un luogo nascosto a prova di barboni e non solo. Basterebbe dedicargli un briciolo di attenzione in più, per renderlo più gradevole alla vista e all’olfatto e consentirci di vivere in maggiore sicurezza, anche nelle ore serali”.

 

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