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Camorra, racket del calcestruzzo: arrestate 5 persone, danno di oltre 1 milione

La banda criminale aveva base nell'agro nocerino sarnese e a capo vi era un imprenditore di Nocera Superiore, M. T, attivo su tutto il territorio nazionale, con ramificazioni anche all'estero

Importante operazione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Salerno che, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione ad un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip nei confronti di cinque indagati, a vario titolo, per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione, mediante violenza, di incendi, estorsioni, rapina con sequestro di persona, furti, ricettazione e concorrenza illecita nel settore delle forniture di calcestruzzo. Le indagini sono state avviate nel 2008. La banda criminale aveva base nell'agro nocerino sarnese e a capo vi era un imprenditore di Nocera Superiore, M. T, attivo su tutto il territorio nazionale, con ramificazioni anche all'estero in particolare in Marocco. La concorrenza illecita nel settore del calcestruzzo era per il boss Mario Fabbrocino. Gli altri arrestati sono G.A.G. di Tufino, a Napoli, A.M. di Cava, F.M. di Scafati e B.P. d Poggiomarino.

Le indagini partono da un raid incendiario di numerosi mezzi d'opera ai danni della società Nocerina Beton di Nocera Inferiore: nei sopralluoghi, i carabinieri trovarono un pupazzo appeso a un albero con una corda. Ad un imprenditore venne mandato un messaggio sms: "Fai attenzione la mira si alza". Impiccato anche il cane da guardia di una ditta. Le vittime delle estorsioni erano costrette a pagare somme ingenti di denaro. Il danno procurato alle imprese edili ammonta a 1,5 milioni di euro, mentre i profitti illeciti dell'organizzazione superano i 500mila euro. L'organizzazione era composta da un'ala operativa che si occupava di commettere i reati di illecita concorrenza, danneggiamento, minacce ed estorsioni, mentre un'altra era dedita ai furti, alle estorsioni praticate con il metodo del "cavallo di ritorno" e alla ricettazione. Il gruppo criminale puntava all'indebolimento delle aziende nel settore del calcestruzzo ricorrendo a metodi violenti. In un episodio avvenuto a Cava dei Tirreni, nel 2007, fu sequestrato il custode di una ditta e rubati automezzi di lavoro. Sono 13 gli imprenditori che dal 2008 sono stati vessati dal'organizzazione legata al clan Fabbrocino. Le indagini hanno consentito di accertare furti di automezzi di lavoro e raid incendiari ai danni di imprese salernitane, del Lazio e dell'Umbria, per alimentare un circuito illegale di imprese.

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