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Rapinarono notaio casertano: condannati in quattro tra Nocera, Pagani e Scafati

Dopo aver infranto il finestrino lato guida con una spranga di ferro e sotto la minaccia di una pistola costrinsero la coppia a dar loro soldi, gioielli, pc e cellulari oltre ad un orologio "Patek Philippe" del valore di 20mila euro

Sei condanne e pene esemplari per la banda di malviventi che ha rapinato un notaio casertano a San Leucio nel novembre del 2019. Il gup Sergio Enea del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, al termine del giudizio con abbreviato, ha inflitto 8 anni e 8 mesi a D.L, 46 anni di Pagani; 8 anni e 8 mesi a L.S, 22 anni di Nocera Inferiore; 7 anni e 10 mesi a S.D.S, 40 anni di Scafati; 7 anni e 2 mesi a F.A, 56 anni di Terzigno; 7 anni e 4 mesi a L.C, 40enne di Pompei; 8 mesi a L.L, 22 anni di Nocera Inferiore, per il quale è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena. Il giudice ha anche disposto un risarcimento per il professionista e sua moglie, costituitisi parte civile con gli avvocati Gennaro Iannotti e Dario Pepe, da quantificare in sede civile. 

L’inchiesta 

I fatti si sono verificati nel novembre del 2019 a San Leucio. I malviventi fermarono il notaio, che ha studio a Marcianise, mentre era in compagnia della moglie a bordo di un'auto. Dopo aver infranto il finestrino lato guida con una spranga di ferro e sotto la minaccia di una pistola costrinsero la coppia a dar loro soldi, gioielli, pc e cellulari oltre ad un orologio "Patek Philippe" del valore di 20mila euro. Le indagini della polizia, avviate in seguito alla denuncia da parte delle vittime, sono riuscite ad individuare l'auto utilizzata per la rapina, una Volkswagen Lupo, abbandonata dopo il colpo, oggetto di un furto avvenuto ad Angri la mattina della rapina. Incrociando le telecamere del sistema di sorveglianza cittadino la polizia è riuscita a rintracciare un'altra auto, una Ford Focus, che accompagnò i ladri della Lupo. Venne ricostruito, così, il percorso fatto dalla vettura ed identificato il proprietario. Le intercettazioni hanno fatto il resto riuscendo così ad individuare tutti i rapinatori. Dalle ulteriori indagini, è emerso anche che uno dei banditi si era recato, nei giorni precedenti, presso lo studio del notaio per un atto giudiziario. Secondo l'accusa quello doveva essere un possibile sopralluogo prima del colpo. 

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