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Inaugurata presso il complesso di Santa Sofia a Salerno la terza rassegna urbanistica regionale

La rassegna, che durerà fino al 26 ottobre, si svolge in concomitanza con il XXVIII congresso nazionale dell'istituto nazionale di urbanistica che avrà luogo dal 24 al 26 ottobre a Salerno.

Si è aperta oggi, presso il complesso monumentale di Santa Sofia, nel cuore del centro storico di Salerno, la terza rassegna urbanistica regionale. Mostre, proiezioni e seminari aiuteranno gli addetti ai lavori, ma anche i cittadini, a comprendere le linee tendenziali della trasformazione urbana. La rassegna, che durerà fino al 26 ottobre, si svolge in concomitanza con il XXVIII congresso nazionale dell'istituto nazionale di urbanistica che avrà luogo dal 24 al 26 ottobre a Salerno.

Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, durante l'incontro inaugurale ha dichiarato: "Ringrazio gli organizzatori per aver scelto Salerno come sede di questa importante iniziativa. Questa scelta è un riconoscimento del lavoro fatto in questi anni nella nostra città, che ha fatto di Salerno da una realtà degradata e dequalificata un modello e un laboratorio di trasformazione urbana. Abbiamo subito tagli drammatici negli ultimi anni, ma nonostante questo, pur tra mille difficoltà, stiamo andando avanti con il nostro programma".

"Quello della trasformazione urbana - ha proseguito De Luca - è un tema decisivo per l'Italia. Ma, come tanti temi decisivi, viene affrontato in modo sgangherato e senza una idea di futuro. La trasformazione urbana può significare economia, lavoro, cultura, identità; potrebbe essere uno dei canali di rilancio dell'Italia. Siamo, però, un paese nel quale un semplice lavoro amministrativo ed istituzionale, ovvero la programmazione di un piano di trasformazione e sviluppo, diventa un percorso di guerra. In Italia abbiamo migliaia di progetti su carta, ma quelli effettivamente realizzati si contano sulle dita di una mano. Oggi più che mai il sostegno finanziario ai progetti diventa un tema fondamentale".

"E decisiva, in tal senso, risulterà la capacità di utilizzare i fondi europei. Altrimenti - conclude il sindaco - ci condanneremo ad essere un paese comprimario che vive solo delle tracce del suo passato".

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