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Minori, revocato dopo tre anni dal comune il divieto di balneazione

Le analisi dell'Arpac hanno dato esito favorevole: le acque del litorale del comune della costiera amalfitana tornano balneabili dopo tre anni. La soddisfazione dell'amministrazione comunale

Minori, balneazione possibile: dopo tre anni il comune della località della costiera amalfitana ha infatti rimosso il divieto di balneazione in seguito ai dati diffusi dall'agenzia regionale protezione ambiente. I campionamenti e le analisi effettuate dall'Arpac a partire dalla primavera dello scorso anno hanno dato esito favorevole. Il risultato, si legge in una nota dell'amministrazione comunale, è stato raggiunto grazie ad un intervento di risanamento iniziato dall'amministrazione guidata dal sindaco Andrea Reale, culminato a maggio del 2010 con il rifacimento del tratto conclusivo della rete fognaria.

Una misura che ha portato al risultato di balneabilità delle acque antistanti il litorale cittadino. Rimane purtroppo immutato, si legge nella nota del comune, il problema della sporcizia superficiale delle acque del comune della costiera: ciò è dovuto, si legge nel comunicato, alla sporcizia trasportata dalle correnti a Minori, che si trova in una "insenatura che funge da sacca di raccolta dei residui, prevalentemente non depurati, provenienti da altri comuni. Già da metà giugno, peraltro, è stata installata la barriera artificiale che allevia in buona misura il disagio dei bagnanti".

Per quanto riguarda il problema degli sversamenti abusivi, invece, il comune ha reso noto che "si sta ponendo un primo freno attraverso la stretta collaborazione tra l'ente locale e la Capitaneria di Porto di Salerno, che ha già prodotto importanti risultati in termini di individuazione e sequestro di condotte illecite. E' ferma volontà dell'amministrazione perseguire con sempre maggiore impegno nell'opera di tutela e salvaguardia della risorsa mare, che necessita di una attenzione costante per il ruolo che riveste nell'ambito paesaggistico, socio-culturale ed economico e pertanto va difesa come un'irrinunciabile ricchezza collettiva".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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