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Asl, il manager Squillante "cancella" 35 primari della provincia di Salerno

Il manager Squillante li ha rimossi dal loro incarico pro-tempore, per aprire una nuova fase di nomina tramite concorso

Revocati 35 primari degli ospedali della provincia di Salerno gestite dall' Asl o di strutture mediche direttamente collegate all’Azienda sanitaria. Il manager Squillante li ha rimossi dal loro incarico pro-tempore, per aprire una nuova fase di nomina tramite concorso. Con un colpo di spugna, dunque, revocati dirigenti Domenico Pascale di Agropoli, Fausto Bruno di Vallo della Lucania, Chiara Blasi di Vallo della Lucania, Federico Bergamelli di Nocera Inferiore, Francesco Turturiello di Polla, Bruno Torsiello di Sapri, Aurelio Sica  di Vallo della Lucania, Francesco Salzano di Nocera Inferiore, Andrea Salati di Vallo della Lucania, Giancarlo Romeo di Roccadaspide  Mario Pisciotta di Scafati, Ciro Pessolano di Polla Pierangelo Perito di Salerno, Raffaele Arnone di Pagani, Ciro Armenante di Cava, Giuseppina Arcaro di Salerno, Giovanni Amendola di Nocera Inferiore, Giuseppe Pisacreta di Salerno. Ancora Antonio Mirabella di Scafati, Vincenzo Matera di Polla, Pietro Masullo di Vallo della Lucania, Riccardo Marmo di Polla, Antonietta Lanzotti di Scafati, Pietro Greco di Polla, Pietro Di Costanza di Nocera Inferiore, Giuseppe Della Greca  di Salerno, Vincenzo Del Pizzo di Salerno, Giuseppe De Marino di Salerno, Luigi De Angelis di Polla, Rosa Castiello di Salerno, Nicola Capuano di Nocera Inferiore, Giuseppe Canfora di Sarno, Francesco Calabrese di Sarno.

“La vendetta è consumata” ha commentato esterrefatto Andrea Salati nell’apprendere che anche il suo nominativo fugura nel provvedimento di revoca dei mandati ex art.18 a firma del direttore generale. Responsabile della medicina dello Sport a Vallo della Lucania da oltre 10 anni con una produttività annua che supera le 2.000 idoneità all’attività sportiva, Salati ha osservato: “Evidentemente - spiega Salati - la mia lotta a favore del SAUT di Gioi, come sindaco, è stata scambiata come azione di un dipendente a danno dell’Azienda. Una confusione di ruoli di cui si è tenuto conto al momento in cui si è voluto punire il dipendente Sindaco che esplica correttamente la sua funzione istituzionale, mentre con abnegazione serve l’Azienda. Mi dispiace - continua Salati - che insieme a me siano stati coinvolti anche altri colleghi che in questa vicenda di ripicche e vendette non hanno nulla a che spartire”. Il sindaco di Gioi poi precisa: “Rifarei e continuerò a fare tutto quello che è in mio potere per salvare il SAUT di Gioi e i servizi sociali a sud della provincia di Salerno. Non mi fermeranno di sicuro i dispetti e le vendette messi in atto come in questa occasione. Sono un uomo d’onore e porterò a termine il mio compito istituzionale a favore delle popolazioni amministrate al di là di intimidazioni non certo meritate”, ha concluso.

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