Scuola: riapertura "a rischio" il 14 settembre, De Luca attende giovedì per decidere

Considerando che in Campania i posti mancanti per gli alunni sono 36mila, assolutamente necessario risulta ricorrere alla collaborazione con altri enti per recuperare nuovi spazi

Giovedì incontreremo tutte le componenti del mondo della scuola. Come annunciato, avremo un quadro più completo della situazione e si potrà valutare ogni decisione sulla base di dati oggettivi.

Lo ha annunciato, come è noto, il Governatore Vincenzo De Luca, in merito alla riapertura delle scuole il 14 settembre. Intanto, cresce la tensione tra famiglie e insegnanti cittadini con l'aumento dei contagi degli ultimi giorni e la ormai imminente riapertura delle scuole. In attesa dell'arrivo dei banchi monoposto anche alla nostra regione, tra le precauzioni necessarie, quelle di evitare classi pollaio. E, considerando che in Campania i posti mancanti per gli alunni sono 36mila, assolutamente necessario risulta ricorrere alla collaborazione con altri enti per recuperare nuovi spazi. Un'apertura sul nostro territorio, va ricordato, c'è stata da parte del vescovo di Salerno-Campagna-Acerno Andrea Bellandi che ha invitato i sacerdoti a mettere a disposizione locali parrocchiali alla Scuola, nell'ottica di agevolare la ripresa delle lezioni in sicurezza. Ma, ad oggi, risultano senza dubbio ancora insufficienti le aule a disposizione per accogliere, con le distanze anti-Covid, tutti gli alunni. Senza contare che, con i test sierologici opzionali e non obbligatori per il personale scolastico, non si ha al momento neppure contezza dell'effettivo stato di salute dei 200mila dipendenti del nostro territorio.

Gli altri dubbi

Circa il problema della misurazione della temperatura delegata alle famiglie degli studenti, resta il mancato controllo sulla reale effettuazione di tale monitoraggio "fai da te". Il Governatore ha annunciato l'acquisto e la successiva distribuzione di 1500 termoscanner da consegnare ad altrettante scuole per consentire ai dirigenti scolastici di provvedere in loco a tale controllo. Ma, anche in tal senso, non vige alcun obbligo su tale precauzione per cui ci si affiderebbe sempre al buon senso dei singoli responsabili. Senza considerare, tra l'altro, il problema relativo al trasporto scolatico, la cui discussione per evitare assembramenti a bordo dei mezzi, è tuttora in corso, a 13 giorni dal loro ipotetico utilizzo. L'auspicio diffuso tra i più cittadini timorosi che hanno scritto alla nostra redazione, insomma, è che si posticipi la data dell'avvio delle lezioni, in attesa di avere il quadro più chiaro, dopo aver studiato l'applicazione di soluzioni ad hoc relativamente agli spazi delle aule ed alle verifiche sulle condizioni di salute di personale e studenti, nell'ottica di un reale contenimento del contagio da Covid-19.

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