Camorra, riciclaggio e false attestazioni: nei guai Attanasio e Bisogni

Con lo stesso provvedimento, sono scattati gli arresti domiciliari S.L.R., stretto collaboratore di Attanasio ed ha disposto il sequestro di beni per un valore di 220mila euro per lo stesso Attanasio, nonchè di 70mila euro per un altro indagato

Sono scattati 3 arresti per concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio e false attestazioni all'Autorirà Giudiziaria. La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Salerno.

A finire nei guai, un imprenditore salernitano ed altre due persone indagate per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e al riciclaggio.

Gli aggiornamenti


Sono finiti in carcere l'imprenditore Giovanni Attanasio ed il pregiudicato Enrico Bisogni, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia. La Guardia di Finanza, con lo stesso  provvedimento ha condotto agli arresti domiciliari S.L.R., stretto collaboratore di Attanasio ed ha disposto il sequestro di beni per un valore di 220mila euro nei confronti dello stesso Attanasio, nonchè di 70mila euro per un altro indagato. Dalle indagini, è emersa l'esistenza di un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati quali riciclaggio, intestazione fittizia di beni e false attestazioni all'Autorità Giudiziaria, nonchè di reati tributari. Oltre agli arresti di oggi, sono state effettuate numerose perquisizioni anche a Roma e Vicenza, nei confronti dei principali indagati e delle società del gruppo Attanasio. Preziose, dunque, le indagini condotte dai finanzieri del Gico e delegate dalla DDA, per accertare l'effettiva riconducibilità all'imprenditore di numerose attività del settore della somministrazione del lavoro interinale e della logistica. Nei confronti di una di tali principali società, la Lavoro doc, le Fiamme Gialle di Salerno avevano scoperto un'ingente evasione fiscale, per la quale già nell'estate del 2015 era stato disposto il sequestro preventivo di un patrimonio collegabile ad Attanasio, per un valore iniziale di oltre 8 milioni di euro e costituito da immobili, azioni, conti correnti, denaro contante, orologi preziosi e quadri d'autore, poi ridotto per i pagamenti di crediti vantati dall'amministrazione finanziaria.

I ruoli

Attanasio, noto come "il presidente" è titolare e dominus di un vasto patrimonio immobiliare, societario, mobiliare e finanziaro, per gran parte intestato a prestanome. L'accumulo di tali ricchezze, secondo gli investigatori, è stato possibile sia attraverso una sistematica evasione fiscale del gruppo (accertata in 70 milioni di euro), sia grazie all'appoggio del clan Pecoraro-Renna. L'indagato Enrico Bisogni, già detenuto per un'altra causa ed accusato di essere capo di un gruppo criminale che agiva in continuità con il clan, ha avuto un ruolo di primaria importanza all'interno delle società dell'indagato. Bisogni, in particolare, nella SVA, società cooperativa riconducibile al presidente, in qualità di addetto alla distribuzione dell'abbigliamento antinfortunistico, aveva autonomia decisionale sul reclutamento e sull'impiego dei dipendenti del gruppo delle società in questione. Nel corso delle indagini, è stato appurato che Bisogni aveva procurato attestati di falsi di impiego lavorativo presso le imprese di Attanasio a numerosi pregiudicati destinati ad essere prodotti all'Autorità Giudiziaria. per ottenere benefici in merito all'esecuzione della pena. Con l'assunzione di alcuni componenti del gruppo criminale e di altre persone da questi ultimi raccomandate, Attanasio ha concorso ad accrescere il loro potere e l'influenza criminale, rafforzando il clan. Sempre Bisogni, nell'ambito del rapporto di collaborazione  con Attanasio, si era reso autore di intimidazioni e iniziative per impedire manifestazioni sindacali dei dipendenti di 2 società. Le attività di Attanasio, ad ogni modo, si sono estese da Pontecagnano in molte altre province (Ancona, Avellino, Bari, Catania, Napoli, Prato, Parma, Trapani, Varese e Vicenza). Recentemente, non sono mancati investimenti in Danimarca ed Estonia, dove sempre Attanasio ha acquisito le quote di società, impiegando parte dei suoi guadagni illeciti. 

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La conclusione degli accertamenti

Le indagini, avviate a giugno del 2014 con l'aiuto della Finanza, hanno consentito, dunque, alla DDA di Salerno, di delineare il controllo esercitato sulle attività del territorio da parte dell'associazione camorristica diretta ed organizzata, fra gli altri, da Bisogni, per completare gli accertamenti che, nel 2017, si erano conclusi con due arresti.

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