Aperture settimanali ridotte, folta partecipazione all'assemblea dei lavoratori Inps

"Aver diminuito le ore - si legge nel volantino dell'Usb - non ha effetto solo sull’orario di lavoro dei dipendenti ma avrà anche conseguenze negative sulla produzione e sull’erogazione dei servizi"

La protesta

Numerosi dipendenti dell'Inps di Salerno hanno aderito alla protesta contro la decisione della direzione nazionale di diminuire le ore di apertura settimanale delle sedi senza convocare le organizzazioni sindacali per la revisione dell’accordo quadro sull’orario di lavoro. Durante il sit in, promosso dall'Unione Sindacale di Base dinanzi dell'ingresso della sede salernitana, sono stai coinvolti centinaia di utenti tra singoli assicurati e professionisti come consulenti del lavoro e commercialisti. 

"Aver diminuito le ore settimanali di servizio - si legge nel volantino dell'Usb - non ha effetto solo sull’orario di lavoro dei dipendenti ma avrà anche conseguenze negative sulla produzione e sull’erogazione dei servizi. I lavoratori potranno trattenersi per minor tempo al pomeriggio nelle sedi, in un orario in cui viene meno la funzione informativa esterna e ci si può dedicare con più facilità alla produzione.L’obbiettivo dell’amministrazione è risparmiare sulle spese di funzionamento delle sedi e su quelle relative al personale. Nelle sedi operative - denunciano i sindacalisti Usb - non si dà più straordinario ai lavoratori e i turni pomeridiani non sono indennizzati, tutto il contrario di quanto accade nella direzione generale dell’Inps, dove l’orario di servizio non è stato cambiato e dove si continuano ad autorizzare anche 30 ore di straordinario al mese pro capite, si tengono aperte le segreterie a disposizione del singolo dirigente fino alla sera alle 20 e i turni pomeridiani continuano ad essere retribuiti. Non sembra - si domandano - che ci sia un controsenso?"

"Si tagliano le risorse lì dove si producono i servizi e si lasciano intatte dove operano i massimi vertici dell’Istituto, secondo l’antico detto popolare che sostiene che “chi sta vicino al sole si scalda". L’Unione Sindacale di Base, dunque, rivendica non solo parità di diritti e di condizioni per tutti i lavoratori dell’ente, ma ritiene che "l’Inps appartenga a tutti e sia un bene sociale prezioso da salvaguardare e da valorizzare".

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