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Cronaca Serre

"No ai rifiuti della Tunisia a Persano": le comunità della Piana del Sele in piazza

Intanto, Rifondazione Comunista ribadisce il suo supporto alla manifestazione guidata dal sindaco di Serre

Al via, a Serre, la mobilitazione delle comunità contro l’arrivo dei rifiuti dalla Tunisia. Esponenti politici e cittadini sono scesi in piazza per ribadire, insieme, il loro ‘no’ allo stallo annunciato per sei mesi nel sito di Persano. A guidare la protesta, il sindaco di Serre, Franco Mennella: "Senza la caratterizzazione di questi rifiuti non sappiamo cosa arriverà a Persano, assolutamente non idoneo e che, nel corso degli anni, è stato trasformato in una vera e propria discarica abusiva. Altra cosa grave è che continuano a tenerci all’oscuro anche di quando arriveranno con precisione questi camion", tuona il primo cittadino. "Intraprenderemo ogni strada legale per impedire tale disastro ambientale”, ha aggiunto Mennella, sostenuto anche dal sindaco di Altavilla, Francesco Cembalo: "Domani è prevista una conferenza di servizi tra EcoAmbiente e Regione Campania per valutare la modalità di vaglio di questi rifiuti". "La Piana del Sele ha già pagato”, hanno detto in coro i manifestanti.

La solidarietà di Rifondazione

A esprimere sua solidarietà, anche il Partito della Rifondazione Comunista che mercoledì prenderà parte alla manifestazione di protesta indetta dalle amministrazioni locali e dalle associazioni del territorio della Piana del Sele, "perché il Presidente della Regione Campania e il suo vice, con delega all’ambiente, continuano a prendere decisioni sulla pelle di noi tutti. - scrivono da Rifondazione - Hanno deciso sulle nostre teste, con un sopralluogo nell’area militare di Persano, il trasporto e il deposito di rifiuti di ritorno dalla Tunisia, rifiuti respinti dopo una lunga controversia, lo stoccaggio nell’area militare. Questo è l’ennesimo scempio per una zona dall’alto valore agricolo e zootecnico. La Piana del Sele è già sede delle discariche di Grataglie a Eboli, di Castelluccio a Battipaglia (mai bonificate), dell’impianto ex CDR a Battipaglia, del deposito di Ecoballe a "Coda di Volpe" di Eboli (dovevano andare via dopo qualche mese e sono rimaste per oltre dieci anni), della discarica a Basso dell'Olmo a Campagna, della discarica di "Macchia Soprana" a Serre, e Pesano (già deposito di Ecoballe e solo alcune tolte col contagocce forse perché bisognava fare spazio ai nuovi arrivi? 212 circa container di rifiuti rimpatriati, sotto il peso da parte delle autorità competenti d’indagini in corso)".

La nota di Rifondazione Comunista

Rispetto alle decisioni assunte della Regione, tanti sono gli interrogativi, dal perché la verifica e analisi dei rifiuti non avviene nella zona portuale, prima di rimettere in viaggio queste tonnellate di rifiuti, di cui non si conosce la natura, dal perché mai non sono autorizzati i rappresentanti della SRA di Polla, la ditta che ha gestito i rifiuti, a verificare l’integrità dei sigilli e il contenuto dei container. Quali sono i tempi per le analisi e l’attribuzione di un eventuale nuovo codice CER per lo smaltimento? dove e come si procedere con lo smaltimento di questi rifiuti? Nessuna risposta da chi governa, e la cosa grave è che ciò avviene a discapito d’intere comunità virtuose che eseguono la raccolta differenziata per una gestione ottimale dello smaltimento e riciclo dei rifiuti.

Si procede d’ufficio ad accumulare container di rifiuti indifferenziati senza un trattamento ad hoc, e a ciò si aggiungono le non misure di gestione del territorio dagli ATO, e le incoerenze nei Sub Ambiti, senza tener conto del criterio di omogeneità. Alle omogeneità geografiche ed economiche delle aree, come dice la stessa legge regionale, e all’omogeneità dei rifiuti, si contrappone la compatibilità politica.

Lo spacchettamento della Piana del Sele per "omogeneità politica” porta in sé l’indebolimento di un’intera area. Un capolavoro di approssimazione, che impedisce la possibilità a Comuni, movimenti politici e comitati di avanzare, democraticamente proposte e progetti sulla gestione trasparente dalla raccolta al compostaggio, al recupero di materiale riciclabile, alla riduzione delle tasse, creando persino nuovi posti di lavoro e togliendo il monopolio di questo settore ai privati e i loro guadagni nella raccolta e vendita del rifiuto. E’ tempo, dunque, di un’opposizione forte perché questa non è un’emergenza ma un disegno politico chiaro e strutturato nella gestione dei rifiuti e dei territori.

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